Alla scoperta degli splendidi fenomeni ottici atmosferici tipici del periodo invernale

Siamo giunti alla stagione più incline all’osservazione di svariati fenomeni atmosferici ottici, che si sviluppano in merito al cospetto di milioni di cristalli di ghiaccio presenti in alcune nubi ad alta quota, nella troposfera terrestre. Frequentemente, in qualunque parte del mondo, vengono immortalati enormi cerchi di luce che incorniciano il Sole o la Luna regalando meravigliosi ma non di certo rari scenari, contrariamente a quanto si crede. Gli scienziati hanno soprannominato tale fenomeno ”halo sun”, vale a dire ”alone solare”, così chiamato quando l’alone compare attorno alla nostra stella, e prende il nome di ”alone lunare” quando il cerchio di luce aggira il nostro satellite naturale (la Luna appunto). Il World Weather Project 2010 dell’Università dell’Illinois attesta che questo fenomeno ottico non si manifesta in un’area circoscritta del globo terrestre (come alcuni fenomeni ottici, quale ad esempio ”l’aurora polare” che si limita a manifestarsi solo ai poli terrestri), ma, per fortuna, se ne osserva la fantastica manifestazione universalmente in tutto il mondo.

Splendido scatto che immortala due intensi ”cani solari” speculari.
Crediti: blueplanetheart.it

L’alone più noto e ricorrente è ”l’alone circolare” (detto anche ”alone da 22°”). L’alone di 22° è un tipo di alone che forma un cerchio di 22° attorno al Sole o, più sporadicamente, attorno alla Luna. I responsabili degli aloni sono i cristalli di ghiaccio presenti nei cirri o nei cirrostrati, nubi alte che si formano a una quota che va tra i 6 e i 13 km di altezza. Poichè i cristalli si comportano come prismi e specchi, una volta colpiti dalla luce rifrangono e riflettono la stessa luce spedendola da una parte all’altra, inviando dei fasci di luce in particolari direzioni così da creare conseguentemente la tipica ”aureola di ghiaccio” dal colore bianco. A causa della dispersione della luce è frequente notare una colorazione rossastra nella parte interna del cerchio e bluastra in quella esterna, e spesso in aggiunta all’interno del limbo il cielo appare più scuro. La forma e l’orientamento dei cristalli sono determinanti per il tipo di alone che potrebbe erigersi attorno all’astro.

Osservato in Grecia un fantastico esempio di ”alone lunare”,con il pianeta Giove al lato del cerchio. Crediti: Anthony Ayiomamitis (TWAN)

Infatti, in natura possono avere luogo delle condizioni esclusive, molto meno frequenti, come la genesi di particolari prismi di ghiaccio che danno vita ad aloni molto piccoli di 9° o molto grandi di 46°. Con il termine ”alone” (dal greco halōs) possiamo inoltre indicare una larga famiglia di fenomeni generati dalla luce che agisce mutuamente con i cristalli di ghiaccio oscillanti nell’atmosfera. Gli aloni possono quindi assumere svariate forme, ad anello (aloni 9°/aloni 22°/aloni 46°), a struttura arcale (fasci luminosi curvilinei detti ”cani solari” o ”cani lunari”) e a formazione lineare (il cosidetto fenomeno ”pilastro di luce”). I cani solari o pareli, comuni come l’alone circolare di 22°, si manifestano come dei piccoli archi luminosi su di un lato o su entrambi i lati del sole, a circa 22°, creando figure speculari con la classica scala di colori dell’arcobaleno (fenomeno ottico meteorologico prodotto dalle goccioline di acqua invece che dai cristalli di ghiaccio). I cani solari, alle medie latitudini Europee, sono osservabili addirittura 2 o 3 volte la settimana. Il medesimo fenomeno può anche manifestarsi dalla luce riflessa della Luna, il più delle volte quando è piena, in questa particolare occasione si parla di ”cani lunari” o ”paraseleni” . Tale fenomeno risulta più insolito e raro soltanto perchè la luminosità della Luna è considerevolmente minore a quella solare. Un altro fenomeno provocato dai cristalli di ghiaccio è quello del ”pilastro di luce”o ”pilastro leggero”,in cui un raggio di luce verticale si propaga sopra o sotto una fonte di luce.

Un ”pilastro di luce solare” fotografato a Casarile (MI) formatosi durante un tramonto nell’estate 2007 Crediti: Laura Ruggeri

Se la luce proviene dal Sole il fenomeno viene chiamato ”pilastro solare”, i pilastri leggeri possono anche formarsi al di sopra o al di sotto della Luna, delle luci stradali o da altri forti bagliori. In passato i fenomeni ottici atmosferici sopracitati venivano correlati all’arrivo del maltempo (dato la loro stretta connessione con i cirri e i cirrostrati), fungendo come mezzo empirico di previsione del tempo, prima che la meteorologia si sviluppasse. L’apparizione di questi fenomeni sono capaci di mozzare il fiato per la loro grande bellezza, non esitate a mandare foto e video sulla nostra pagina facebook in caso di avvistamenti simili!

 

Articolo di: Alessia Tumminello

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