Entro fine mese graduale rallentamento del flusso zonale, cosa potrebbe accadere?

Come da previsione la prima parte del mese di dicembre è stata caratterizzata da un ulteriore rafforzamento del flusso zonale, che ha presentato velocità particolarmente elevate fra l’Atlantico settentrionale e l’Europa. Entro la terza decade di dicembre, si cominciano ad intravedere piccoli segnali di cambiamento, in previsione di una possibile diminuzione degli indici “NAO” e “AO”, con una conseguente, seppur temporanea, “meridianizzazione” del flusso perturbato principale che scorre al traverso dell’Europa centro-orientale. In particolare gli ultimi giorni dell’anno il flusso perturbato principale guadagnerà terreno verso latitudini più meridionali, rallentando temporaneamente, con lo sviluppo di grandi ondulazioni che andranno a plasmare il flusso sinottico sul vecchio continente, verso una intensificazione degli scambi lungo i meridiani. Questo nuovo riassetto della circolazione atmosferica potrebbe, proprio a fine anno, favorire l’apertura di “canali di aria fredda” che dalle latitudini artiche, in modo particolare dalla Lapponia e dalle coste artiche russe, si propagheranno in direzione delle Repubbliche Baltiche, della Russia e dei Paesi dell’Europa orientale, con l’arrivo di un nocciolo di aria gelida artica continentale a 850 hPa, con isoterme prossime ai -10°C -11°C.

t850_174Parte di questa massa di aria molto fredda sul finire della prossima settimana rischia di piombare sulle pianure e i bassopiani dell’Europa orientale, dall’Ungheria, con coinvolgimento degli stessi Balcani, fino all’Ucraina, tendendo a “canalizzarsi” lungo il bordo più orientale del promontorio anticiclonico europeo, in fase di nuovo riassetto sull’Europa centro-occidentale. Insomma, entro Natale molti paesi dell’est si troveranno a fare i conti con il ritorno del gran freddo e persino del gelo. Con la “meridianizzazione” del flusso perturbato principale l’incremento dei flussi di calore nei medi e bassi strati (aria calda che sale di latitudine spostandosi lungo i meridiani), secondo le ultime proiezioni proposte dai simulatori numerici, agevolerebbe lo sviluppo di un intenso “forcing” troposferico, proprio al traverso dell’Europa centro-occidentale, con una conseguente pulsazione dinamica dell’anticiclone europeo, il quale proverà ad ergersi in direzione della penisola Scandinava.

HHzLU1uOcqkFino ad oggi pero dettare una linea di tendenza sull’orientamento dell’asse di questo promontorio anticiclonico è francamente impossibile, visto la bassissima precidibilità e l’indecisione (sacrosanta visto le scadenze temporali) dei principali centri di calcolo internazionali. Peraltro pure l’altezza dei geopotenziali in area mediterranea rendono la previsione molto inaffidabile, sia con l’anticiclone che con una possibile influenza fredda dal primo quadrante. Ciò non toglie che, malgrado la fortissima invasività dell’anticiclone europeo, non mancheranno dei colpi di scena (possibili “retrogressioni”verso i Balcani?) riguardo la traiettoria, ma soprattutto i veri “obiettivi” di questa ondata di freddo che si preparerà a riportare freddo, neve e gelate su una larga fetta del vecchio continente. Di certo c’è che qualcosa di importante comincia a bollire in pentola, anche se l’atmosfera continua e continuerà a rimanere “indecisa”, propinandoci diverse soluzioni. Non resta che attendere gli sviluppi con i prossimi aggiornamenti dei grandi centri di calcolo internazionali.

Entro fine mese graduale rallentamento del flusso zonale, cosa potrebbe accadere?

 

Articolo di: Daniele Ingemi

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