Erice (TP), tra mito e storia: uno tra i borghi più belli e suggestivi della Sicilia

Erice è un comune italiano di 27.567 abitanti della provincia di Trapani anche se nel centro cittadino, che è posto sulla vetta dell’omonimo Monte Erice, sono residenti solo circa 1024 abitanti (che si triplicano durante l’estate). Erice è senza alcun dubbio un sito di una bellezza elegante ed indimenticabile: antica città fenicia e greca, arroccata a circa 750 metri sul livello del mare di altezza coronato da un altopiano di forma triangolare a terrazza sul mare. Difesa da bastioni e mura, la cittadina è un labirinto di stradine acciottolate e di varchi strettissimi. Le case, serrate le une alle altre, hanno graziosi e curati cortili interni, difesi e protetti dalla vista dei passanti in modo che la vita familiare si svolga nella più completa intimità nonostante un numero davvero elevato di turisti e visitatori che raggiungono la località durante tutto l’anno.

Veduta del Castello di Venere. Credit: https://www.ilviaggioinsicilia.it/erice/

Le origini di Erice risalgono probabilmente ai Sicani e, da sempre, sono indissolubilmente legate al culto della Dea Venere Ericina: prima ancora che fosse dedicato dai Fenici ad Astarte, quello che fu il “thémenos“, il santuario di Afrodite, il tempio di Venere Ericina, era già il luogo della dea dell’amore. Un luogo che avrebbe attirato su questa vetta popolazioni da ogni parte del Mediterraneo e dove, secondo Diodoro Siculo, Erice, figlio di Bute. Uno degli argonauti di Giasone, e di Afrodite stessa, aveva eretto il tempio dedicato alla propria madre e fondato la città. Con il passare dei secoli però, un luogo come Erice, in una posizione geografica così importante, fortificato e protetto efficacemente, attirò prepotentemente l’interesse dei vari popoli. Tra questi i Romani che, dopo aver sconfitto i Cartaginesi (provocando danni anche alla struttura), si appropriarono del luogo ricostruendolo e riportandolo agli antichi splendori lasciando a protezione del thémenos ericino, una guarnigione di soldati in sua difesa. Dopo il periodo romano, quello del massimo splendore, ad Erice si succedettero bizantini, saraceni, normanni, arabi e spagnoli.

Erice dell’alto. Credit: https://www.ilviaggioinsicilia.it/erice/

I monumenti di maggiore interesse e da visitare assolutamente sono quindi, senza alcun dubbio le Mura ciclopiche (risalenti al VIII/VII secolo a.C.), il “Castello di Venere” – Castello normanno del XII/XIII sec. sui resti del tempio romano di Venere Erycina, il Castello e torri del Balio ( di origine medievale), il Giardino del Balio, il Castello Pepoli (originario del XIX sec.), il qartiere spagnolo, il Polo museale “Antonio Cordici nonché Porta Carmine e Porta Trapani. Erice era conosciuta anticamente anche come “città delle cento chiese” e conventi. Oggi molte sono visibili e alcune sono aperte al culto, tra le più importanti troviamo la Real Chiesa Madrice Insigne Collegiata e la Chiesa di S.Giuliano. Numerosi sono gli splendidi palazzi antichi presenti, alcuni visitabili durante la vostra camminata che può assumere caratteristiche altamente differenti durante i vari mesi dell’anno: solare e luminosa, tipica delle calde giornate estive, oppure fresca e dal sapore medievale con la nebbia che avvolge l’intero circondario durante molti giorni dell’anno.

 

 

Articolo di: Davide Pitarresi

Foto di: https://www.ilviaggioinsicilia.it/erice/

©centrometeosicilia.it
Seguiteci su: https://www.facebook.com/centrometeosiciliano/