Gli anticicloni: cosa sono e come si formano

In questo articolo, data anche la stagione, parleremo dei famosi anticicloni che, come ben sappiamo, oltre a regalarci giornate di bel tempo in estate, posso essere responsabili delle tanto temute ondate di calore.
Un anticiclone, o alta pressione, ha origine da flussi d’aria discendenti, quindi da aria più pesante che comprime verso il suolo e si espande verso l’esterno, generando appunto alta pressione, e che ruotano in senso orario nell’emisfero boreale e in senso antiorario in quello australe. Al contrario quando l’aria sale crea una zona di bassa pressione, il vapore acqueo condensa raffreddandosi, e genera nubi e piogge.

Durante una fase anticiclonica invece avremo generalmente cieli sereni o poco nuvolosi e venti deboli o al più moderati. In alcuni casi però si potrà avere la formazione di nebbie e foschie in inverno, soprattutto a causa di inversioni termiche nei pressi del suolo, mentre d’estate il forte caldo può causare la formazione improvvisa di temporali isolati, complice l’infiltrazione di correnti instabili in quota.
La pressione atmosferica invece non è un dato che si può ben definire visto che, facendo un esempio, una pressione sui 1015 hpa può essere alta in determinate circostanze, ma bassa in altre, in base al pattern atmosferico presente.

Gli anticicloni si distinguono in due categorie principali:

  • Anticicloni dinamici: chiamati così per la loro origine dovuta al movimento continuo dell’aria, sono legati alla circolazione generale dell’atmosfera ed interessano maggiormente i tropici. Sono caldi e occupano l’intera troposfera e possono, soprattutto in inverno, stazionare sugli stessi territori per molte settimane (anticicloni di blocco), impedendo l’ingresso delle perturbazioni.
  • Anticicloni termici: sono anticicloni che si formano sulle zone fredde del nostro pianeta, dove l’aria gelida, essendo più densa e pesante di quella calda, si accumula sulla superficie del suolo aumentando la pressione. È un fenomeno soprattutto invernale perché quando l’energia solare è scarsa il raffreddamento notturno del suolo è più netto. Massimi esempi di anticiclone termico sono quello Canadese e quello Siberiano.

Per quanto riguarda l’Italia le principali figure altopressorie che influenzano il nostro clima sono l’anticiclone delle Azzorre, che d’estate può occupare quasi tutto il Mediterraneo, mentre d’inverno tende a ritirarsi verso i suoi luoghi di origine. Nelle stagioni intermedie il suo continuo spostamento porta invece tempo variabile, e l’anticiclone africano o subtropicale che staziona in modo fisso sull’Africa Sahariana ma nei mesi estivi risale verso nord portando temperature veramente alte. Infine abbiamo l’anticiclone Scandinavo, che si forma soprattutto nei mesi invernali nell’Europa settentrionale ed è originato dall’espansione dell’anticiclone delle Azzorre verso le alte latitudini. Porta discese di aria fredda verso l’Europa centrale e meridionale.

 

Articolo di: Veronica Adamuccio

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