I TEMPORALI DI CALORE, cosa sono e come si formano

Stiamo entrando nella stagione dei temporali convettivi, detti anche di calore o pomeridiani. Infatti questi fenomeni sono caratteristici della stagione primaverile ed estiva.
Un temporale convettivo si innesca grazie alla sola risalita locale per convezione di una masse d’aria calda e non è associato a fronti perturbati.
Si genera prevalentemente di giorno, soprattutto sui rilievi o nelle zone interne del territorio poiché, l’intenso soleggiamento e i venti deboli riscaldano il terreno. Di conseguenza da esso risalgono come delle vere e proprie bolle d’aria calda e umida fino alle quote superiori.S e la massa d’aria salendo continua a risultare più calda dell’aria circostante, risultando quindi anche leggermente instabile, comincerà la condensazione del vapore acqueo in nubi cumuliformi.

I rilievi agevolano la loro formazione perché l’aria che tende a salire non corre il rischio di trovarsi bloccata nella sua ascesa da altra aria calda presente nei vari strati di inversione. Una termica che risale da una certa quota più o meno elevata nell’atmosfera, subisce meno l’influenza di questi strati caldi trovando meno difficoltà a condensare in un cumulonembo.
Una volta maturata a cumulonembo dalla parte superiore della nube iniziano a formarsi dei filamenti fibrosi che vengono definiti “falsi cirri”. Qualche volta, in presenza di Cumulonembi molto intensi, i “falsi cirri” possono formare un velo di cirrostrati attorno l’incudine del Cumulonembo. Proprio in questo momento ha inizio il temporale.
I temporali di calore sono gli unici tipi di fenomeni temporaleschi che non hanno bisogno di una spiccata instabilità, ma anzi si originano con regimi anticiclonici, anche se più deboli, grazie ad infiltrazioni di aria più instabile alle alte quote.
Un particolare di rilievo è che le temperature alla quota di 850 hPa e 500 hPa (1500 metri e 5500 metri circa) non risultano mai troppo elevate mentre negli strati prossimi al suolo si avranno temperature elevate e afa.

 

Articolo di: Veronica Adamuccio

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