Il lander cinese CHANG’E 4 ci svelerà l’inesplorata faccia nascosta della Luna

Bentrovati ai nostri cari lettori. Passata la cruenta ondata di freddo e neve sulla Sicilia, oggi tornano le nostre/vostre amate rubriche. La scorsa settimana un avventimento molto importante ha interessato il magico mondo dell’astronomia. Il lander della missione Chang’e-4, infatti, è stato il primo nella storia a coronare l’allunaggio nell’emisfero lunare non osservabile dal nostro pianeta. La sonda cinese Chang’e-4, composta da un lander e da un rover, è stata lanciata il 7 dicembre 2018 dall’agenzia spaziale cinese (Cnsa) ed è entrata nell’orbita lunare il 12 dicembre, procedendo il 30 dicembre con la fase di avvicinamento verso il suolo lunare ed infine atterrare il 3 gennaio 2019 alle 10.26 ora di Pechino (alle 3.26 ora italiana). Il modulo Chang’e-4, che porta il nome della divinità lunare della mitologia cinese, ha scelto come sito di atterraggio la “faccia” della Luna non osservabile dalla Terra (perché in rotazione sincrona con essa), stabilendosi nella parte interna del cratere Von Karman nel bacino Polo Sud-Aitken, profondo 13 chilometri.

Il lander cinese Chang’e-4 invia alla Terra il primo scatto della faccia nascosta della Luna. Crediti: CNSA

Le comunicazioni con il rover saranno sostenute dal piccolo satellite artificiale cinese Queqiao, che orbita intorno al punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Luna. Il lander presto manderà il rover a svolgere il suo incarico ufficiale: setacciare ogni angolo della faccia nascosta della Luna per studiarne la topografia e la composizione mineralogica. Nella primavera 2018 l’agenzia di stampa cinese Xinhua aveva annunciato che Chang’e-4 oltre a trasportare apparecchiature dalla firma europea (realizzate da Germania, Svezia e Paesi Bassi) avrebbe trasportato sulla Luna un contenitore contenente semi di patata. Arabidopsis (una pianta da fiore) e uova del baco da seta con lo scopo di saggiare una vera e propria coltivazione di piante sulla Luna, in prossimità della futura realizzazione di uno stabilimento lunare. Non si tratta soltanto di un semplice esperimento bensì di una rilevante risorsa alimentare per i prossimi astronauti che si accingeranno di persona sul suolo lunare, in un futuro non molto distante in cui anche la NASA sta già pianificando a tavolino nuove missioni di lunga durata sulla Luna.

 

Articolo di: Alessia Tumminello

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