Il nord in grave crisi idrica, attende l’arrivo delle piogge questa settimana

Quello che notoriamente dovrebbe essere uno dei periodi più instabile e piovosi dell’anno è divenuto uno dei secchi e tranquilli, sotto l’ambito meteorologico. Al posto della classica variabilità primaverile, che generalmente caratterizza la prima parte di questa stagione, fino ad oggi abbiamo trovato condizioni di generale stabilità e clima sostanzialmente asciutto. Il promontorio anticiclonico di origine oceanica che dal vicino Atlantico tende ad allungarsi verso l’Europa orientale, interessando la regione alpina e le nostre regioni settentrionali, costringe le piovose perturbazioni atlantiche e gli organizzati sistemi frontali provenienti dalle latitudini oceaniche a mantenersi lontane dal nostro territorio nazionale, puntando verso le Isole Britanniche e la penisola Scandinava. E le piogge negli ultimi mesi hanno continuato a latitare su gran parte delle nostre regioni, con particolare riferimento proprio per quelle centro-settentrionali, ormai da mesi a secco e afflitte da un sempre più grave e allarmante deficit idrico che rischia di mettere in ginocchio l’intero settore agricolo. La penuria di precipitazioni, particolarmente significativa sulle regioni settentrionali, sta provocando la magra di molti corsi d’acqua e bacini lacustri, fra cui i più importanti d’Italia.

GN4_DAT_14009814-1.jpg-1-1Ma la terra e la vegetazione secca stanno favorendo le condizioni adatte per lo sviluppo degli incendi nelle aree boschive. Il fiume Po è in secca un livello idrometrico addirittura inferiore rispetto a quello che normalmente si registra nel mese di agosto. Il risultato è visibile nei principali bacini idrici (lago Maggiore, lago di Iseo, lago di Como, mentre è più positiva la situazione sul Garda che ha potuto beneficiare di qualche precipitazione in più). La pioggia e le nevicate invernali sono determinanti per ricostruire le riserve idriche necessarie alle piante alla ripresa vegetativa primaverile per crescere e garantire i raccolti. Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con pesanti conseguenze sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni ha subito danni per oltre 14 miliardi di euro. Nel frattempo a causa della siccità su molte regioni del nord Italia diviene alto il rischio di incendi, nonostante il periodo un po’ insolito. Fortunatamente dalla prossima settimana qualcosa inizierà a cambiare, con l’arrivo delle prime “vere” piogge di questo 2019.

pcp6h_web_15Piogge che dovrebbero bagnare, ad iniziare dalla giornata di mercoledì, molte regioni del nord, ed in modo particolare i settori alpini e prealpini che potranno vedere precipitazioni anche abbondanti, localmente pure di stampo convettivo (ossia a carattere di rovescio o temporale). Questo peggioramento, che da meta della prossima settimana dovrebbe coinvolgere buona parte delle regioni settentrionali e le regioni tirreniche, sarà prodotto dall’avvicinamento, dalla Francia, di una saccatura atlantica, piuttosto profonda. Il ramo ascendente di questa saccatura, quello dove si celano le umide correnti dai quadranti meridionali che precedono il transito del sistema frontale, nella giornata di mercoledì, dopo aver attraversato le Alpi occidentali, si porterà al traverso delle nostre regioni settentrionali, causando un brusco peggioramento del tempo, accompagnato da piogge che diverranno sempre più estese e da locali fenomeni convettivi, che diverranno più probabili lungo il versante meridionale prealpino, fra Lombardia, Veneto e Friuli. Difatti proprio in queste aree le precipitazioni verranno enfatizzate dal considerevole “forcing” orografico esercitato dai rilievi dell’Appennino ligure e dalle Alpi e Prealpi meridionali nei confronti dell’umido e instabile flusso caldo e umido sud-occidentale, che risale dal basso Mediterraneo centro-occidentale.

pcp_96In sostanza queste montagne, non fanno altro che costringere l’aria calda e molto umida, proveniente dal Mediterraneo centro-occidentale, a salire in modo molto rapido verso l’alto. Come un effetto “trampolino”, l’aria calda e umida, impattando sui primi contrafforti montuosi, in particolare quelli presenti alle spalle della costa ligure, tende ad ascendere verso l’alto, andando via via a raffreddarsi man mano che sale di quota. Salendo ad una certa quota l’umidità contenuta in seno alla massa d’aria sub-tropicale raggiunge il punto di saturazione, condensandosi in imponenti annuvolamenti cumuliformi, i quali salendo sempre più vengono “intercettati” dai forti venti meridionali (ascrivibili ad un ramo secondario del “getto”), dominanti nella media e alta troposfera. Per questo sulle aree sopravento il prodotto precipitativo risulterà anche particolarmente abbondante, rispetto ad altre aree. Va pero ricordato che dopo mesi di siccità i terreni, ormai inariditi, hanno perso la loro capacità di assorbire l’acqua che cadrà. Ciò, purtroppo, in caso di precipitazioni di carattere convettivo, localmente potrebbe arrecare anche delle criticità di carattere idraulico.

Foto copertina: Eco di Bergamo

Il nord assetato attende l’arrivo delle piogge la prossima settimana

 

Articolo di: Daniele Ingemi

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