Il Parco dell’ETNA: un territorio di naturale e imponente (inaspettata) bellezza

“Ci sono allori qui, cipressi snelli, l’edera scura, l’uva dal dolce frutto e l’acqua fresca, divina ambrosia che il boscoso Etna fa scorrere per me dalla sua neve candida”. Teocrito, Idilli. 

L’Etna in un giorno d’estate. Foto di Enrico Villella Nell’immagine di copertina le fioriture estive sull’Etna, in uno scatto di Teresa Molinaro.

Con la sua maestosa vetta che si innalza verso il cielo, i suoi fianchi quasi a voler toccare il mare, il suo cappotto bianco invernale e le spettacolari nuvole che ogni tanto le fanno da cappello,  l’Etna è senza dubbio uno dei vulcani nonché dei monumenti naturali più affascinanti del mondo. Con i suoi 3326 mt di altezza è ahimè noto per le sue devastanti eruzioni e terremoti che hanno portato, nel corso dei millenni, distruzione ai paesi che lo circondano. Ma l’Etna non è solo lava incandescente, sciare di fuoco e nubi di cenere: nominato patrimonio mondiale dell’Unesco nel 2013 e definito come uno dei vulcanipiù emblematici e attivi del mondo“, a Muntagna, come viene popolarmente chiamata, è fatta di un’imponente e impareggiabile bellezza  davanti a cui inchinarsi: salendo ad esempio dal versante occidentale si nota subito quanto la bellezza del  vulcano sia impertinente nella sua natura contrastante, fatta di verdeggianti boschi e dai pendii solcati da fiumi di lava ormai fredda, disseminati lungo i tornanti che da Nicolosi portano al Rifugio Sapienza ( circa 1900 metri) danneggiato e distrutto dalla furia del vulcano, e poi ricostruito.

Uno scatto dei Crateri Silvestri. Foto di: Teresa Molinaro

Proprio a due passi del piazzale del Rifugio, si possono ammirare i Crateri Silvestri: essi, inattivi, sono facilmente raggiungibili e visitabili da tutti; ci si può recare sulla sommità del cratere inferiore, passeggiarvi attorno e scendervi fino ad entrare nel suo interno, dove si prova davvero una sensazione particolare, e dove molte coccinelle popolano le piccole rocce che si trovano qua e là, insieme a piccoli fiorellini. L’escursione al cratere superiore è un po’ più difficoltosa perché bisogna scalare una ripida salita, ma una volta lassù lo stupore per il panorama mozzafiato è assicurato. Sempre dalla zona del Rifugio Sapienza si può prendere la funivia che regalerà, lungo il suo percorso, uno scenario da togliere il fiato, portando il visitatore a 2500 mt di altezza, e da lì si potrà proseguire per i crateri sommitali con un’escursione guidata. Sempre nell’area del Rifugio Sapienza vi è un’interessantissima struttura piramidale che segnala il passaggio del 15° meridiano, il cosiddetto Meridiano dell’Etna,  il quale passa esattamente tra le varie bocche dei Crateri Sommitali del vulcano; a terra è evidenziata la linea del meridiano, i punti cardinali nord e sud e viene ricordata la longitudine di 15° ad est di Greenwich. Sulle quattro facce della piramide sono presenti degli orologi solari e nozioni astronomiche.  

La piramide che simboleggia il passaggio del 15° meridiano dell’Etna. Foto di: Enrico Villella

A Muntagna, cara ai siciliani, offre ai suoi visitatori luoghi incantati,  panorami mozzafiato e una natura sorprendentemente rigogliosa. Nel marzo 1987,  è stato istituito il Parco dell’Etna, allo scopo di tutelare l’importante patrimonio floreale e faunistico del vulcano, e al fine di garantire la corretta  gestione e sviluppo del territorio. Il Parco dell’Etna si estende  su una superficie di circa 59 mila ettari,  dalla vetta del vulcano fino alla cintura superiore dei paesi etnei e ricade nel territorio della  provincia di Catania, interessando  20 comuni.  Il Parco è costituito essenzialmente da 4 zone, ognuna delle quali occupa diversi ettari di territorio che vanno da aeree totalmente prive di insediamenti e divieti di transito a motore, ad altre caratterizzate da attività agricole, fino alle aree  adibite alle strutture ricettive.

I Crateri Sommitali visti da quota 2650 mt circa, poco più su dell’arrivo della funivia. Foto di : Enrico Villella

Attorno al vulcano si estende un ambiente caratterizzato da un paesaggio vario e meraviglioso, costituito da grotte, sentieri, boschi e abitato da diverse specie di animali: gufi, volpi, gatti selvatici, e anche rapaci che rientrano tra le specie protette come l’Aquila Reale e il Falco Pellegrino. A parte le zone sommitali del vulcano che sono inospitali per qualsiasi forma di flora, il resto del Parco dell’Etna è costellato di molteplici varietà di vegetazione: la ginestra imbiondisce le valli col suo color oro, faggi e betulle popolano i boschi, mentre colorati ciuffi di saponaria impreziosiscono la scura lava, facendosi spazio tra il terreno roccioso e all’apparenza inospitale.

Fioriture di valeriana rossa. Foto di: Teresa Molinaro

In quei costoni di impervia roccia lavica trovano spazio delle bellissime ed appariscenti fioriture di Centranthus Ruber, ovvero di valeriana rossa, che con il loro pennacchio di fiori fucsia creano un contrasto visivo eccezionale col resto del paesaggio. Camminando per il lato occidentale del Parco ci si imbatte nel Bosco della Milia, poco sopra il comune di Ragalna, dove il paesaggio crea un emozionante gioco di colori e profumi evocativi: attraversando una serie di ripidi tornanti alberati, il sapore del bosco e dell’essenza stessa della montagna inebriano i visitatori, e una volta che l’ultimo albero avrà coperto la luce del sole, ci si trova di colpo dinanzi a montagne di pietra lavica con un panorama mozzafiato rivolto verso la vetta di sua maestà l’Etna. Il bosco, meta ideale per gli amanti del ciclismo, rappresenta una vera emozione nello sfidare il vulcano, scalandolo da questo duro versante dove la strada si inerpica fino a raggiungere il 16% di pendenza. Rimanendo in tema sportivo, l‘Etna è un vulcano il cui territorio si presta alle più svariate forme di sport: oltre allo sci nel periodo invernale, qui si può praticare escursionismo, corsa, trekking tra i boschi e i sentieri del Parco, ciclismo. Degno di nota è la Pista Altomontana, percorso ideale  per gli sportivi e amanti della natura, che coniuga trekking e pedalata in mountain bike.
Qui sarà possibile percorrere sostanzialmente il giro dell‘Etna, abbracciando il vulcano in un modo che resterà impresso nella memoria del visitatore e del ciclista del Parco, come un’esperienza unica, a contatto con un ambiente straordinariamente naturale, che offre una varietà notevole di paesaggi. L’anello della Pista si sviluppa all’interno del Demanio Forestale, lungo un percorso naturale  di pietra e terreno di origine lavica, ad una quota media di 1.750 mt slm; in sostanza si possono  aggirare i versanti occidentale e settentrionale del vulcano, proponendo all’escursionista e al cicloturista in MTB la visione di un’affascinante e variegata biodiversità del Parco dell’Etna.
Tale pista è percorribile in tutte le stagioni dell’anno, facendo poi attenzione con la neve e la nebbia, quando il percorso va affrontato solo da persone esperte e adeguatamente attrezzate a piedi o in MTB. Lungo la pista sono dislocati diversi rifugi gestiti dall’Azienda Regionale Foreste Demaniali. Maggiore rilevanza ha ultimamente acquistato l’attività ciclistica sul vulcano da quando, il 2 aprile 2019, è stato inaugurato il Parco Ciclistico dell’Etna,  progetto nato da 
un’idea del dott. Paolo Alberati, già ciclista professionista e oggi allenatore di ciclismo e triathlon, con l’obiettivo di  valorizzare lo splendore delle terre siciliane, che viste dalla sella di una bicicletta, fanno vivere la magia e la magnificenza del vulcano.

La Pietra Miliare di inizio salita del versante Nicolosi. Foto di Enrico Villella

Paolo Alberati ha preparato al meglio questo progetto e ha completato la grande opera del Parco Ciclistico dell’Etna installando segnali in grado di assicurare ai ciclisti e pedoni sulla strada una sorta di “attenzione” in più, così da sensibilizzare gli automobilisti in transito nel Parco Ciclistico dell’Etna, al rispetto della distanza di sicurezza minima tra la loro auto e i ciclisti.
Inoltre sono state poste le pietre miliari (in stile francese) di partenza e arrivo con relative distanze chilometriche della salita stessa e ognuno dei 6 versanti che compongono il Parco è stato intitolato ad un campione del ciclismo, vincitore della tappa sull’Etna del Giro d’Italia: tra questi ricordiamo il versante di Zafferana-Rifugio Sapienza, intitolato al campione messinese Vincenzo Nibali.
Il vulcano ha poi ospitato diverse volte la tappa d’arrivo del Giro d’Italia nel corso delle 102 edizioni, tra cui l’arrivo a Rifugio Sapienza e quello di Piano Vetore in contrada Serra La Nave. Proprio in questa zona il Parco dell’Etna ospita l‘Osservatorio Astrofisico INAF, situato a 1725 mt slm: un importante centro di osservazione e ricerca, che è possibile visitare in determinati periodi dell’anno e  dove si può partecipare ad una visita guidata con tanto di osservazione al telescopio di vari oggetti del cielo.

Una foto scattata all’Osservatorio di Serra La Nave, dove si possono identificare nel cielo Giove con accanto lo Scorpione. Foto di: Teresa Molinaro

L’Osservatorio trovandosi  in un punto privo di inquinamento luminoso,  permetterà ai visitatori di poter godere, anche ad occhio nudo, di un cielo disseminato di stelle che lascerà di certo a bocca aperta chiunque vi si trovi ad ammirarlo.  Ricordiamo anche il versante orientale del vulcano, che è dominato dalla Valle del Bove: si tratta di un’ampia conca desertica ricoperta da colate laviche e caratterizzata da profondi canyon e particolari cavità come la Grotta del Gelo, una maestosa grotta vulcanica dove si è formato ghiaccio perenne e che è meta di escursionisti. Da questo versante orientale il vulcano non manca di offrire  i frutti del suo terreno fertile, ospitando numerosi paesini alle sue pendici che sfruttano proprio la natura rigogliosa del suolo lavico per produrre agrumi, viti, pistacchi. Insomma, l’Etna è un vulcano che regala emozioni già dal primo tornante che si imbocca, quando lungo il percorso ci si imbatte in un mondo a sé, fatto di pace, profumi, colori; il vulcano sa essere generoso con chi sa viverlo, offrendo delizie agli occhi e al palato, non solo ai siciliani ma anche alla moltitudine di turisti che arrivano da ogni parte del mondo per ammirare la grandezza della Muntagna.

 

Articolo di: Teresa Molinaro e Enrico Villella
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