Il Telescopio SPITZER un occhio nella profondità dell’UNIVERSO: 16 anni di inaspettata carriera

Il telescopio spaziale Spitzer (Spitzer Space Telescope o SST) ha compiuto 16 anni di attività nello spazio. E’ uno strumento che osserva nell’infrarosso ed è stato costruito dalla NASA, da Jet Propulsion Laboratory e dal California Institute of Technology, e lanciato il 25 agosto 2003. La radiazione infrarossa ci consente di studiare gli aspetti più freddi dell’Universo, legati essenzialmente alla formazione planetaria e all’evoluzione delle prime galassie. Al suo interno il telescopio spaziale è dotato di  importanti strumenti: si tratta di IRAC (InfraRed Array Camera), una camera per ottenere immagini (256×256 pixel) e misure fotometriche in 4 bande nel vicino e medio infrarosso, e di altri due strumenti, uno spettrografo e fotometro, per ottenere immagini quanto più dettagliate possibile.

Un ‘ritratto di famiglia’ immortalato da Spitzer, costituito da diversi componenti : Cepheus B e C, due regioni ricche di ammassi, nebulose, astri e nursery stellari che derivano dallo stesso grumo denso di gas e polveri. Fonte: jlp.nasa.gov

Il periodo di durata dell’attività prevista per Spitzer  era inizialmente quella di 2 anni e mezzo, almeno fino a quando non si fosse esaurito l’elio, il liquido che serviva per raffreddare il telescopio e necessario a mantenere basse le temperature della maggioranza degli strumenti.             Ma le previsioni furono smentite dall’efficienza del telescopio, che ha fatto durare la missione principale molto di più, ovvero 5 anni e mezzo, fino a quando nel 2009 non si esaurì l’elio. Successivamente continuò a lavorare utilizzando solo le bande di lunghezza più corta per l’imaging, ma portando risultati comunque apprezzabili. Così la missione di Spitzer venne protratta fino ad oggi, con tanti successi. Uno dei compiti di Spitzer all’origine era quello di scrutare le nebulose per individuare le zone calde in cui si formano le stelle, ma esso ha fatto molto di più: Spitzer è stato fondamentale per individuare la luce proveniente dalle prime stelle formatesi nell’Universo, ha individuato l’anello più grande del sistema solare appartenente al pianeta Saturno, ha scoperto un disco circumstellare attorno alla giovane stella T Tauri CoKu Tau/4, e inoltre le molte ore di osservazioni con Spitzer, hanno permesso agli astronomi di affermare che la struttura della Via Lattea è più marcatamente barrata di quanto creduto in precedenza.

L’esopianeta 55 Cancri in un’immagine della NASA. Fonte: nasa/jpl-Caltech

Il telescopio ha inoltre rivelato la superficie di Lhs 3844b un pianeta scoperto nel 2018 dall’osservatorio Tess, la cui superficie potrebbe essere simile a quella della Luna o di Mercurio. Ma una delle più clamorose opere di Spitzer è l’osservazione e l’analisi dell’esopianeta 55 Cancri: la rivelazione risalente a qualche anno fa ha dimostrato come l’occhio del telescopio spaziale sia riuscito a catturare, per la prima volta nella storia, la luce infrarossa emessa da un pianeta roccioso extrasolare. Distante 41 anni luce da noi e situato nella costellazione del Cancro, l’esopianeta grande il doppio della Terra oltre ad essere ricoperto da fiumi e laghi di lava, è dotato di una spessa atmosfera costituita da azoto, acqua e ossigeno, le stesse molecole che compongono l’atmosfera terrestre.

Nel corso di questi anni Spitzer ha collaborato con altri importanti progetti e strumenti spaziali, tra cui il compagno d’avventura Hubble, con il quale ha lavorato congiuntamente per ottenere risultati strabilianti. Un esempio è nell’immagine qui in basso: si tratta del risultato di un lavoro di squadra tra i due telescopi, che osservando nell’infrarosso uno e nel visibile l’altro, hanno rilevato due galassie note con il nome comune di Arp 142, formato da due oggetti molto diversi ma che si stanno fondendo in una galassia più grande, la cui bizzarra struttura è il risultato delle violente interazioni gravitazionali che avvengono tra le due, abbastanza vicine da scambiarsi materiale in un modo che ne altera completamente la forma. Da molti è stata definita come l’immagine di un pingiuno chino a proteggere il suo uovo; quel che è certo che si tratta davvero una particolarità arrivata fino a noi proprio grazie al lavoro incessante e prezioso di due strumenti davvero eccezionali come Spitzer e Hubble.

Arp 142, nata dal lavoro di Spitzer e Hubble. Fonte: jpl.nasa.gov

Proprio il 25 agosto di quest’anno, in occasione del 16° compleanno di Spitzer, il team di Hubble ha voluto creare un video celebrativo come omaggio al compagno di avventure spaziali, mettendo a confronto le varie immagini realizzate da entrambi. Collegandovi al link qui di seguito, potrete anche voi ammirare i vari successi di Spitzer. Ecco il link: https://svs.gsfc.nasa.gov/13294
Purtroppo la carriera di Spitzer è agli sgoccioli: infatti dopo anni di sorprendente lavoro, ora non ci sono più fondi da voler impiegare per il mantenimento e il prolungamento ulteriore della sua missionetanto che si prevede che venga disattivato entro il 2020, come la stessa Project Manager dello Jet Propulsion Lab, Lisa Storrie-Lombardi ha dichiarato: “Il 30 gennaio 2020 lo Spitzer Space Telescope della NASA, trasmetterà al Centro di Controllo della missione, i dati scientifici ed ingegneristici finali. Dopodichè verrà disattivato ponendo fine alla sua straordinaria missione”. Secondo poi un portavoce della NASA, quello del  telescopio sarà un lento addio: infatti si prevede che Spitzer rimarrà nella sua orbita attorno alla Terra anche dopo la sua disattivazione, con tanto di strumentazione funzionante, ma senza un controllo da Terra la distanza con il nostro pianeta andrà via via aumentando, sino a che non sarà più  impossibile ricevere i suoi dati. Un destino fatale quello di Spitzer, che verrà rimpiazzato dai suo nuovi successori, come il James Webb Telescope, che è stato di recente completato e dovrebbe essere prossimo al lancio entro il nuovo anno. Fortunatamente ci rimarranno le testimonianze dell’incredibile lavoro di Spitzer, nato per vivere 2 anni e mezzo e arrivato sino a qui, con una mole di conoscenza e scoperte fuori da ogni previsione.

 

Articolo di: Teresa Molinaro
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