Il VORTICE POLARE, il regista degli inverni nel nostro emisfero

In meteorologia il Vortice Polare (vortice stratosferico) è un’area di bassa pressione che staziona in quota in modo semi-permanente sopra il Polo Nord e al suo interno é racchiusa tutta l’aria fredda che si produce sulla calotta artica. Ruota in senso antiorario da ovest verso est a causa del moto di rotazione terrestre, e maggiore è la sua velocità di rotazione, più intenso sarà il vortice (ovviamente in termini di valori di bassa pressione e intensità dei venti in quota) e minore la probabilità di irruzioni polari verso le medie latitudini.
Il Vortice Polare è una figura barica presente nella stagione invernale, infatti si irrobustisce ed estende in autunno e si restringe a partire dalla primavera. In estate invece è praticamente assente in quanto la sua genesi è dovuta strettamente al raffreddamento delle zone artiche circostanti.

Il Vortice Polare è delimitato dalla Corrente a Getto alle medie latitudini, alimentata sempre dalla rotazione terrestre da ovest verso est, che devia gli scambi tra masse d’aria diverse, inoltre condiziona su larga scala la situazione meteorologica dell’emisfero boreale con i suoi spostamenti variabili nel tempo e nello spazio.
Estensione e profondità dell’area depressionaria del vortice polare possono essere fondamentali per l’approfondirsi ed espandersi verso sud del Vortice specie nel periodo invernale, andando così ad influenzare profondamente le condizioni meteorologiche della parte settentrionale del continente europeo, asiatico o americano, in base alla zona di espansione a sud, creando le condizioni per delle cosiddette “saccature d’aria fredda”, ovvero prolungamenti del Vortice d’aria Polare, che apportano nelle suddette zone maltempo e freddo intenso.
A volte il Vortice Polare può fondersi con la “Depressione d’Islanda” in un unico e vasto vortice di bassa pressione, che sarà poi alla base delle perturbazioni che dal nord Atlantico si dirigeranno verso l’Europa.
Tale configurazione, più probabile in estate, determina un continuo susseguirsi di perturbazioni che attraversano da ovest a est i paesi dell’Europa settentrionale e scendendo in alcuni casi anche verso sud fino ai Pirenei e le Alpi, fin verso la Penisola balcanica.

INDICE AO (OSCILLAZIONE ARTICA)

Per conoscere la forza del Vortice Polare e averne un quadro generale esiste un indice molto importante che è denominato “Oscillazione Artica”, detta anche “AO”. Un’ AO positiva indica un vortice polare forte che limita alle zone polari o subpolari la presenza di aria fredda e di maltempo, lasciando spesso le nostre latitudini sotto l’influenza anticiclonica. Viceversa un’ AO negativa indica un Vortice Polare debole che può disperdersi in diverse saccature verso le medie latitudini. In questo frangente risultano assai probabili irruzioni di aria fredda anche fin sul Mediterraneo.

EFFETTI IN STRATOSFERA E TROPOSFERA

A volte il vortice stratosferico si approfondisce verso gli strati più bassi dell’atmosfera disturbando il vortice troposferico; le due figure bariche possono arrivare ad alimentarsi a vicenda. Questo avviene soprattutto in concomitanza di improvvisi aumenti di temperatura del vortice stratosferico con cambiamenti di temperatura ma anche velocità del vento; così quando questo si indebolisce e si inverte la direzione dei venti stratosferici, tutto l’impianto tende ad approfondirsi verso i livelli più bassi dell’atmosfera e le anomalie riescono a penetrare fino alla tropopausa suscitando a loro volta risposte anomale per quanto riguarda la circolazione ai livelli medi della troposfera.

STRATWARMING

Il fenomeno dello stratwarming può determinare un intenso riscaldamento a livello della stratosfera proprio in corrispondenza del polo andando come a fratturare (fenomeno detto “split”) il Vortice Polare in due o più saccature secondarie che scendono di latitudine sostituendolo con un’area di alta pressione nella medesima posizione e con temperature al suolo superiori alla media. Il tutto crea le condizioni per forti ondate di gelo per le medie e basse latitudini del globo con la formazione di basse pressioni con intense nevicate e freddo.
Ci sono ancora numerose controversie sullo sviluppo di questo riscaldamento stratosferico. Una delle teorie riguarda l’attività solare, l’altra riguarda oscillazioni dei flussi zonali da ovest verso est.

 

Articolo di: Veronica Adamuccio

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