Inizio primavera con “caldo” anomalo, ma l’INVERNO prepara un inaspettato colpo di coda

Salgono le quotazioni per un possibile cambio di rotta in ambito sia termico che strettamente meteorologico, per la prossima settimana.
L’azione di disturbo di una depressione che andrà ad insistere per il weekend sull’Algeria insieme ad un rallentamento del flusso zonale favoriranno una graduale “ondulazione” di quest’ultimo aprendo di fatto un canale perturbato che potrebbe puntare a più riprese il Mediterraneo.

Modello GFS

I principali modelli di calcolo inquadrano per la prossima settimana l’ingresso di 2 perturbazioni provenienti entrambe dal nord-Atlantico, entrambe canalizzate da una progressiva elevazione dell’alta pressione delle Azzorre verso latitudini più settentrionali.
Tutto ciò concretizzerebbe quello che sarà un vero e proprio colpo di coda invernale con temperature in calo ovunque, piogge e la neve che potrebbe tornare a fare la sua comparsa a quote probabilmente inferiori ai 1000 metri.
Tuttavia, vista la complessità a livello sinottico il modello americano GFS e quello europeo ECMWF mostrano alcune differenze di visione.

Modello ECMWF

Quello americano, gradualmente allineatosi al suo omologo FV3, vede il primo ingresso perturbato un po’ più orientale rispetto all’europeo, questo grazie anche ad una maggiore invadenza dell’anticiclone. Secondo GFS quindi saranno le regioni adriatiche specie il 12, ad essere più esposte con i fenomeni che lambirebbero solo il nord della Sicilia.
Il modello europeo ECMWF vede l’intero impianto più occidentale, in questo frangente la Sicilia si ritroverebbe maggiormente esposta ai fenomeni seppur rimando il settore tirrenico in pole.
Termicamente parlando in entrambi casi potrebbe aprirsi una fase più fredda dai connotati invernali, resta da capire quale sarà la reale traiettoria della prima perturbazione, che potrebbe fungere da apripista ad un peggioramento più consistente verso il weekend della prossima settimana.
Come tutte le stagioni di transizione, l’affidabilità previsionale in molti casi risulta abbastanza bassa, cercheremo di approfondire tale evoluzione nell’editoriale che troverete online questa domenica.

 

Articolo di: Stefano Albanese

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