Italia flagellata dal maltempo: pesante il bilancio, decine di alberi abbattuti e 6 morti

La giornata di ieri passerà sicuramente agli annali della meteorologia italiana, in quanto non accadeva da tanti anni che un’intensa perturbazione arrecasse condizioni di forte maltempo sull’intero stivale.
Purtroppo oltre ai danni si contano anche le vittime, al momento 7, ma bilancio che potrebbe aggravarsi nelle prossime ore, per via di un disperso in Sardegna, a seguito di una tromba d’aria associata ad un’intensa grandinata con chicchi di grosse dimensioni.
Vittime nel Lazio, in Campania, per la caduta di alberi , mentre in Liguria una donna è deceduta per la caduta di un cornicione.
Tra le vittime anche un vigile del fuoco, che era impegnato in una delle tante richieste di soccorso effettuate in tutto il territorio nazionale.
Sull’intera penisola, isole comprese , si contano molti alberi abbattuti dai venti tempestosi che hanno sferzato l’Italia da nord a sud, venti che hanno provocato intense mareggiate, di cui una ha abbattuto un muro del molo del porto turistico a Rapallo dove alcune imbarcazioni che hanno rotto gli ormeggi andando alla deriva per poi schiantarsi sugli scogli.
Oltre ai forti venti, si sono avuti intensi fenomeni precipitativi, specie sul nord Italia e lungo il versante tirrenico, con numerose segnalazione di frane, smottamenti e allagamenti, in Sardegna oltre alle intense piogge, da segnalare numerose grandinate, con chicchi di grossa taglia e una tromba d’aria. Il forte vento di Scirocco ha poi favorito il fenomeno dell’acqua alta a Venezia, con numerosi disagi.
A completare il tutto è stato l’arrivo di ingenti quantità di pulviscolo sahariano, dando al cielo una colorazione sul giallo, in alcuni casi arancione e rendendo l’atmosfera surreale, oltre a provocare anche un abbassamento della visibilità per foschia da pulviscolo.
Tutta questa serie di fenomeni, che hanno martoriato l’Italia da nord a sud, provocando disagi, come interruzione dei collegamenti per le isole, voli dirottati, e’ da imputare a dei movimenti barici , che hanno avuto origine in Canada. Un temporaneo rallentamento del vortice polare in sede canadese, ha favorito un’imponente discesa di aria fredda che dalle regioni del Canada settentrionale, si sono spinte verso sud, lungo le coste orientali del continente americano, andando a generare un’ampia saccatura sull’Atlantico occidentale. Tale saccatura ha innescato un’imponente rimonta anticiclonica sub tropicale, che si e’ spinta fino al circolo polare artico, fin oltre l’Islanda, favorendo a sua volta una vera e propria colata di aria artico-marittima che dalle regioni sub polari del nord Atlantico, si sono spinte fin sulla Mauritania.
Si e’ venuta a creare così una vasta saccatura che è stata all’origine della fase di maltempo appena trascorsa. L’Italia si e’ venuta di fatto a trovare nel ramo ascendente della saccatura, con l’arrivo di correnti in quota e al suolo dal nord Africa, che una volta attraversato il Mediterraneo, si sono caricate di umidità, favorendo la formazione di nubi e precipitazioni, soprattutto in quelle aree esposte a queste correnti, come la Liguria di levante, il versante tirrenico e il nord Italia, mentre più riparato è risultato il versante adriatico e il sud.
Per quanto riguarda la Sicilia il settore orientale, in particolare il messinese ionico, ma anche la Calabria ionica e la Puglia salentina, hanno dovuto fare i conti con la formazione di temporali prefrontali con ingenti accumuli pluviometrici.
Successivamente, sul nord Atlantico, si è avuto un ricompattamento del vortice polare, con conseguente rinforzo anticiclonico alle latitudini medio alte, che ha comportato il taglio della saccatura, che è andata, nel gergo meteorologico, in cut-off, generandosi una depressione autonoma, isolata dal flusso atlantico.
Vista l’enorme energia presente, dovuta allo scontro di masse d’aria di diversa natura , una di natura artico marittima, l’altra di origine africana, unite al calore latente del Mar mediterraneo, ha preso il via una ciclogenesi esplosiva, con la formazione di un minimo di pressione tra le coste della Spagna meridionali e del Marocco, che poi è andato risalendo verso nord-est, approfondendosi ulteriormente, fino a raggiungere valori di 984 hPa. Si è venuto così a creare un fitto gradiente barico orizzontale, da qui il motivo dei fortissimi venti di scirocco e ostro, che hanno spazzato l’Italia, e cagionato vittime. In Sicilia, si sono registrate punte di oltre i 120-130 km/h nel comprensorio dei Nebrodi, ma anche il palermitano e il trapanese hanno avuto a che fare con raffiche che in alcuni casi hanno superato i 100 kmh!
Ora sembra che il peggio sia passato, i forti venti di Scirocco, dopo il passaggio del fronte freddo, si sono attenuati, e sono stati temporaneamente sostituiti dai più freschi venti di ponente che stanno ripulendo l’atmosfera dal pulviscolo desertico. Si tratterà tuttavia di una pausa temporanea, già’ a partire da stasera ed entro domani, si riattiveranno le correnti sciroccali, per l’arrivo di una nuova perturbazione dal nord Africa.

 

Articolo di: Antonio Cucchiara

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