La classificazione delle masse d’aria fredda: caratteristiche e origine

In questo articolo affronteremo un tema che riguarda più da vicino la stagione invernale, ovvero le masse d’aria fredda. Scopriamo qual è la loro origine e le caratteristiche.

Aria artico-marittima

ARIA ARTICA MARITTIMA

L’aria artica marittima è una massa di aria molto fredda che si origina sui mari dell’Artico e tende a scendere verso latitudini inferiori. Ha uno spessore medio tra 3000 e 4000 metri dal suolo ed è capace quindi di influenzare i valori nella media troposfera anche dopo avere valicato importanti catene montuose come le Alpi e i Pirenei.
Queste discese di aria artico-marittima tendono a scendere verso sud grazie alla presenza di un potente anticiclone groenlandese e a una notevole espansione verso nord nell’oceano Atlantico dell’anticiclone delle Azzorre. Questa configurazione determina la discesa di aria fredda ed umida dai mari artici che, dopo aver attraversato l’Oceano Atlantico nord-orientale e le isole britanniche, giunge in Europa dalla Francia, si incanala lungo la valle del Rodano e attiva forti venti di maestrale. Giunta sul Mediterraneo, la massa d’aria impatta velocemente sui rilievi della Corsica, qui viene deviata verso nordest, andando ad impattare sulla Liguria e dando luogo alle note depressioni liguri. Questa massa d’aria può essere anche responsabile di un minimo secondario, la depressione tirrenica. L’aria artica marittima è associata a un forte ribasso delle temperature associato a precipitazioni a carattere di rovescio e temporale, e nevose soprattutto in inverno a quote basse e in anche in pianura specie sul nord e centro Italia.

Aria artico-continentale

ARIA ARTICA CONTINENTALE

Questa massa d’aria molto fredda e secca ha origine dalle regioni continentali dell’Artico, più precisamente nella parte settentrionale della Siberia e viene convogliata verso sud-ovest grazie all’espansione dell’alta pressione termica, ovvero dell’anticiclone russo-siberiano, che in inverno tende ad espandersi fino all’Europa orientale balcanica. Le masse d’aria fredda continentali tendono ad entrare nel bacino del Mediterraneo attraverso una serie di “porte”naturali lungo le pendici dei Balcani e all’estremità sud-orientale dell’arco alpino, dove trae origine il forte vento di Bora a causa dell’elevata differenza di pressione tra l’anticiclone russo-siberiano e la depressione mediterranea che si formerà più a sud. La qualità maggiore di questa tipologia di aria è quella di essere particolarmente gelida nei bassi strati e non tanto alle medie altezze della troposfera (come invece accade in riferimento alle discese d’aria artica), per questo viene definita “pellicolare”. Tali masse d’aria sono responsabili delle ondate di Gelo più intense sulla Sicilia, responsabili di nevicate fino in pianura.

Aria polare marittima

ARIA POLARE FREDDA MARITTIMA

Questa massa d’aria è per molti aspetti quasi uguale all’aria artica marittima, ma questa proviene dall’Atlantico settentrionale e coste del Canada orientale (penisola del Labrador). Viene convogliata tutto l’anno verso l’Europa e l’Italia in seguito alla formazione di un ampio anticiclone sull’Atlantico settentrionale e una profonda depressione sulle isole Britanniche, la Francia e il Mediterraneo e, attraversando la Francia e i Pirenei, innesca l’attivazione di forti venti di Maestrale. All’avanzata di tale massa d’aria si associa spesso la formazione depressioni che nel loro movimento verso oriente, provocano condizioni di generale maltempo su tutta Italia con un generale, spesso moderato, calo delle temperature.

Aria polare continentale

ARIA POLARE CONTINENTALE

L’aria polare continentale proviene dal continente Russo e si origina proprio dalle zone in cui è presente l’anticiclone termico russo.  Arriva in Italia quando la parte occidentale dell’anticiclone si allunga fino all’Europa centrale e ai Balcani. Sfonda i confini italiani attraverso le Alpi Carniche accompagnata da venti forti da est o nord-est. È la massa d’aria tipica dell’inverno che genera cieli sereni o poco nuvolosi, con cumuli di bel tempo e stratocumuli poco sviluppati e temperature in notevole abbassamento.

 

 

 

Articolo di: Veronica Adamuccio

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