L’affascinante fenomeno della nebbia, come si forma e quante tipologie di nebbia conosciamo?

Fra tutti i fenomeni meteorologici la nebbia è senza ombra di dubbio uno fra i più affascinanti e misteriosi. In sostanza rappresenta un oscuramento degli strati più bassi dell’atmosfera, prossimi al suolo, causato dalla rapida condensazione del vapore acqueo. I fattori essenziali che favoriscono la formazione della nebbia sono diversi; 1) una umidità relativa molto elevata (80%–100%) 2) un sensibile raffreddamento dello strato d’aria prossimo al suolo 3) la presenza di numerosi nuclei di condensazione. A differenza di quanto si possa pensare la nebbia è un fenomeno molto instabile, e difficile da prevedere con grande precisione. Difatti, bastano piccole variazioni di temperatura affinchè essa si formi o si dissipi rapidamente. La nebbia è costituita da piccolissime goccioline d’acqua ed è favorita da venti deboli, intorno forza 2-3 Beaufort, mentre la sua formazione sovente è fortemente ostacolata da venti forti, anche se regnano tutte le condizioni ideali per la sua formazione. A secondo della sua origine la nebbia può essere suddivisa in varie tipologie, a secondo delle dinamiche che ne favoriscono la sua formazione. In questo articolo cercheremo di soffermarci sui tipi di nebbie più frequenti.

adrift-31)     La nebbia marina d’avvezione: è molto frequente nell’area dei banchi di Terranova, ed in misura minore anche in Europa e sul mar Mediterraneo. Si origina quando una massa d’aria calda, proveniente da una superficie marina calda (“Corrente del Golfo”), scorre sopra una superficie marina molto più fredda (“Corrente del Labrador”). Questo tipo di nebbie sono molto più frequenti durante la tarda primavera e l’estate, nelle aree dove la calda “Corrente del Golfo”, salendo verso nord-nord/est, urta le acque della fredda “Corrente del Labrador”. Non è un caso se davanti i banchi di Terranova si hanno in media ben 22 giorni nebbiosi al mese, da aprile ad agosto. Nel mare d’Islanda si hanno, in primavera ed estate, frequenze del 20 %, e del 15% lungo il mar del Nord. Sul Canale della Manica la frequenza annua è attestata al 15% in ogni stagione dell’anno.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA2)     La nebbia in aria sub-tropicale: si forma in inverno negli strati bassi di una massa d’aria calda sub-tropicale, quando questa tende a muoversi verso le alte latitudini. Questo tipo di nebbia si forma nel settore caldo dei cicloni extratropicali

3)     La foschia in aria sub-tropicale: è il carattere distintivo di questo tipo di massa d’aria. L’aria calda sub-tropicale presenta sempre una scarsa visibilità, anche prima che si sviluppi la condensazione. L’aria si presenta quasi sempre fosca e caliginosa per il trasporto di polveri dalle aree desertiche o per il semplice raffreddamento della stessa, man mano che sale di latitudine.

dubai-in-the-fog-wallpaper4)     Il fumo dei mari artici: si forma sui mari che circondano l’Artico e le coste dell’Antartide, lungo le latitudini polari. La sua formazione è indotta dalla pressione del vapore alla superficie calda del mare, che è molto superiore alla tensione massima di saturazione della superficie dell’aria fredda sovrastante. Il vapore emesso dal mare, alle temperature polari, largamente sotto gli 0°C, si condensa immediatamente, apparendo come una colonna di fumo che si leva sopra la superficie del mare.

Space_Shuttle_Challenger_moving_through_fog5)     Le nebbie basse di radiazione: si formano durante le lunghe notti serene e calme di autunno e inverno e raggiungono particolare intensità in corrispondenza delle grandi città, dove lo smog, con la concentrazione delle polveri sottili, è molto elevata, fungendo cosi da nuclei di condensazione che agevolano lo sviluppo di densi strati sottili, con base poggiata sul terreno. Questo tipo di nebbie, durante l’autunno e l’inverno, sono molto frequenti sul Catino Padano, e nelle valli dell’Italia centrale.

20171120_101743-e15111941359486)     Le nebbie alte di radiazione: si formano quando gli strati d’inversione sono ad una certa altezza dal suolo. Sono molto frequenti sull’Europa occidentale. Hanno massimi di umidità alla base dello strato e possono espandersi verso il basso o apparire come strati di nubi immobili e basse. Si osservano d’inverno, di giorno e notte, e possono perdurare per intere settimane in grandi aree anticicloniche, specialmente quando l’anticiclone è passato direttamente sul mare. La condensazione può produrre, qualche volta, delle deboli pioviggini, con pressione molto elevata, anche sopra i 1040 hpa.

Schermata-2013-02-20-a-12.51.147)     Le nebbie monsoniche: si generano in estate quando aria continentale calda si versa sopra vaste superfici marine fredde. Affinchè si formi questo tipo di nebbia è necessario che si formi un forte contrasto termico tra terra e mare, oltre che una forte umidità. In genere questa tipologia di nebbia si sviluppa in banchi perpendicolari al debole vento regnante e la sua stratificazione è molto stabile. Un esempio sono le frequenti nebbie che si hanno in Europa quando una circolazione depressionaria si colloca fra la Scozia e il mar del Nord, favorendo l’attivazione di una ventilazione dai quadranti orientali. In queste situazioni la nebbia dalle coste della Norvegia si estende fino alle coste orientali groenlandesi, o dallo Spitzberg al Canale della Manica, estendendosi successivamente più a sud, verso le coste di Francia, Belgio, Olanda, Germania e Danimarca. In alcuni casi questo tipo di nebbia è riuscita a penetrare fino ai bassopiani della Sassonia.

 

Articolo di: Daniele Ingemi

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