L’ESTATE mostra segnali d’invecchiamento: incombono i TEMPORALI e i segni di una possibile CRISI?

L’estate 2019 farà ancora molto parlare di se in quanto su gran parte dell’Europa si è rivelata particolarmente calda, con vari record assoluti letteralmente frantumati,  specie sulla Francia.
Le cause sono state molteplici, in primis anomalie dei geopotenziali su tutte le quote hanno garantito lo sviluppo di campi altopressori ben strutturati e difficili da scalfire.

La matrice sub-tropicale di coriacee strutture anticicloniche è stata garantita da un indice NAO in territorio negativo praticamente da maggio, quasi un record di persistenza che ha reso la depressione d’Islanda, quasi sempre fiacca, incapace di impedire possenti scambi meridiani che hanno pilotato sull’Europa a più riprese, masse d’aria calda provenienti dai deserti algerini e libici.
All’origine di tale anomalia vi sono parecchi fattori, uno in primis lo stato delle SSTA (sea surface temperature anomaly), SSTA fredde nel pacifico centrale e sul Nord Atlantico sub-tropicale insieme a SSTA calde su gran parte del Nord Atlantico hanno determinato un andamento quasi sempre fiacco del flusso zonale sull’Europa sancendo  lunghi periodi di siccità associatia frequenti ondate di calore causate, come detto, da scambi meridiani continui che hanno portato allo sprofondamento di saccature in serie provenienti dal comparto artico in pieno Atlantico, in alcuni casi fin sulle Azzorre, con conseguente risalita di vasti anticicloni sub-tropicali sul Mediterraneo.


Tuttavia una generale ripresa del flusso zonale, favorita da un parziale riassorbimento delle anomalie oceaniche, consentirà una maggiore distensione dell’Anticiclone delle Azzorre sul Mediterraneo, complice una sempre maggiore difficoltà delle alte pressioni sub-tropicali a risalire verso nord.
Ciò nonostante, l’improvvisa ondulazione del flusso perturbato atlantico sarà all’origine di un cavo d’onda depressionario il quale andrà scombinare i piani dell’alta pressione.

Anomalie nelle acque superficiali oceaniche

Diciamo subito che non avremo a che fare con una vera e propria perturbazione organizzata, ma bensì di un nucleo instabile in quota che, sganciandosi del flusso perturbato principale, andrebbe a creare le condizioni per lo sviluppo di temporali di calore, anche intensi, che colpirebbero a più riprese la nostra isola durante le ore pomeridiane, andando in alcuni casi a sconfinare, complici correnti in quota favorevoli, anche su alcune località costiere.

Sarà tale impianto a sancire la lenta agonia della stagione estiva? I presupposti vi sono tutti, in quanto tale ferita nel tessuto anticiclonico potrebbe fungere da apripista per l’ingresso di perturbazioni più organizzate che potrebbero traghettarci verso la stagiona autunnale.

 

Articolo di: Stefano Albanese

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