L’intensa anomalia in quota responsabile del grave evento alluvionale occorso sulla Sicilia

L’intensa ondata di maltempo, da giorni ampiamente prevista, che ieri ha duramente colpito la Sicilia, in modo particolare l’area fra il palermitano e l’agrigentino occidentale, ha purtroppo causato 12 morti e ingentissimi danni. Nella giornata di ieri, sabato 3 novembre 2018, precipitazioni di carattere convettivo, piuttosto intense e persistenti, per diverse ore hanno investito buona parte dell’agrigentino e l’entroterra del palermitano, scaricando sulle medesime aree un ingentissimo quantitativo d’acqua, con quantitativi di precipitazione oraria dell’ordine di 60-100 mm, e valori cumulati totali intorno ai 150 mm, localmente prossimi ai 200 mm. Piogge davvero intense, spesso accompagnate da elevati indici di rain/rate, cadute su terreni già completamente impregnati di acqua, dopo le forti piogge cadute nella giornata di venerdì 2 novembre. I terreni già inzuppati non sono stati in grado a smaltire tutta questa gran quantità di acqua caduta in così poco tempo, originando la rapida ondata di piena di molti torrenti e corsi d’acqua, già nettamente sovraccaricati dalle abbondanti precipitazioni cadute nei giorni scorsi. Dal punto di vista sinottico l’intensa ondata di maltempo che ha colpito la Sicilia è stata originata dalla risalita, dalla costa libica occidentale, di un intenso sistema frontale, caratterizzato da un esteso fronte caldo che si è disposto in parallelo alla risalita di un ramo ascendente del “getto sub-tropicale”.

sistema frontale dalla LibiaIl transito di questo intenso sistema frontale, convogliato verso nord dal nuovo minimo depressionario alla mesoscala, che dall’alto Canale di Sicilia tendeva a spostarsi verso il Canale di Sardegna e le coste più meridionali dell’omonima isola, è stato accompagnato dallo sviluppo di intensi fenomeni temporaleschi che dal Canale di Sicilia risalivano verso le coste meridionali dell’Isola, interessando soprattutto l’agrigentino, in particolare l’area di Ribera, per spingersi verso l’entroterra palermitano, con forti rovesci e temporali che hanno investito tutta la zona tra Prizzi e Corleone. In realtà già dalla mattinata, in seno al sistema frontale in risalita dalla Libia occidentale, si era sviluppato un intenso sistema convettivo a mesoscala, di forma “lineare”, che col passare delle ore, grazie anche all’intenso “wind shear” impresso dal passaggio in quota di un ramo ascendente del “getto sub-tropicale” ha assunto le caratteristiche di un temporale “V-Shaped”, che ha martellato per ore le coste meridionali della Sicilia, scaricando continui rovesci di pioggia e forti temporali, risaliti fino all’entroterra palermitano.

gfs_lapse2_eur0L’evento è inquadrabile nella classica configurazione che prevede lo sviluppo della cosiddetta “V-shaped storm” (data la forma geometrica del sistema convettivo) in seno ad un’area “baroclina”. Il soggetto responsabile delle eccezionali precipitazioni che hanno colpito la Sicilia centro-occidentale, fra l’agrigentino e il palermitano, si inquadra sinotticamente in una profonda circolazione ciclonica in quota, che interagisce con una significativa anomalia calda nei bassi strati, attivata da sostenuti venti di scirocco nei bassi strati, richiamati dalla stessa circolazione ciclonica. Le mappe del geopotenziale a 500 hPa, della Vorticità Potenziale e del vento a 300 hPa del 4 novembre 2018 evidenziavano a 24 ore una vasta anomalia della tropopausa dinamica (un notevole abbassamento del limite della tropopausa dinamica) che dal Canale di Sicilia risaliva molto velocemente in direzione della Sicilia occidentale e del basso Tirreno occidentale, sotto la spinta di un “Jet Streak” (massimo di velocità del “getto” in quota) che dall’entroterra desertico algerino e tunisino si dipanava a gran velocità verso il basso Tirreno, innescando una intensa avvezione di vorticità positiva in quota, nel tratto di mare antistante le coste della Sardegna meridionale.

gfs_pvort_eur0Tali valori sono risultati estremamente localizzati proprio in corrispondenza della Sicilia centro-occidentale e del basso Tirreno, dove in seno a questa forte anomalia della tropopausa dinamica, inserita all’interno del “Jet Streak” sopra citato, si è assistito all’intrufolamento di aria molto secca dalla sovrastante stratosfera, che si è prontamente sovrapposta allo strato di aria molto calda e umida presente nei bassi strati, caratterizzata da una importante anomalia calda (temperature dell’aria molto elevate per il periodo), che ha fornito tanto carburante alla convezione, rendendola molto profonda. Questa “invasione di aria secca stratosferica” rappresenta la vera scintilla che ha innescato lo sviluppo della “V-shaped storm” responsabile del grave evento alluvionale occorso. Sulla Sicilia il passaggio di questa intensa anomalia in quota sull’intenso flusso meridionale umido, ha determinato lo sviluppo del “V-shaped storm”, che ha avuto sull’agrigentino, per molte ore, il suo vertice meridionale. Persistendo per molte ore in loco, dopo una serie di parziali riattivazioni, la “V-shaped storm” è andata gradualmente ad intensificarsi, come messo in evidenza dai modelli che rappresentano i campi di vorticità a 500 hPa e umidità relativa a 700 hPa e dalla temperatura potenziale di bulbo bagnato a 850 hPa.

downloadSolo dalla serata e dalla nottata successiva, questo sistema sinottico, dopo essersi ulteriormente intensificato, ha cominciato a rendersi più dinamico, sfilando verso nord-est, in direzione del nisseno, ragusano, e più velocemente fra siracusano e catanese in nottata, dove si sono verificati dei forti temporali e altri nubifragi che per fortuna hanno avuto una breve durata, evitando così di arrecare ulteriori criticità. La presenza nei bassi strati di una “linea di confluenza venti”, fra i venti da scirocco (SE) ancora attivi sullo Ionio e quelli di libeccio (SO) in risalita dal Canale di Sicilia, ha permesso alla “V-shaped storm”di mantenersi ancora in vita anche nella mattinata di oggi, sullo Ionio. Per fortuna, nella mattinata odierna, il sistema convettivo ha scaricato il grosso delle precipitazioni in mare aperto, a largo delle coste della Sicilia orientale e della bassa Calabria ionica.

L’intensa anomalia in quota responsabile del grave evento alluvionale occorso sulla Sicilia

Articolo di: Daniele Ingemi

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