L’uragano “Michael” spaventa la Florida e l’Alabama, raggiunta la categoria 4 con venti oltre i 200 km/h

Cresce la preoccupazione lungo le coste del Golfo del Messico per l’intensificazione dell’uragano “Michael”, che oggi rappresenta una seria minaccia per le coste meridionali degli Stati Uniti avendo raggiunto la categoria 4. La tempesta, proprio nella nottata di lunedì, dopo aver bordato le coste più occidentali di Cuba, è entrata nel settore più meridionale del Golfo del Messico, intensificandosi molto rapidamente in un uragano di categoria 2 sulla scala Saffir-Simpson. Attualmente “Michael” è  evoluto a categoria 4 caratterizzato da venti che hanno raggiunto in media i 180 km/h e da raffiche oltre a 200 km/h attorno al profondo minimo barico sceso sotto i 968 hpa. Ora l’uragano si troverà a scorrere sopra acque superficiali parecchio calde che potranno favorire una rapida intensificazione dell’attività convettiva attorno al suo grande occhio. In questo momento dagli ultimi loops satellitari è possibile notare come nell’area attorno il nucleo centrale siano presenti moti convettivi davvero profondi.

michael-ir-0422Z-10.9.18-835pxLungo le sommità ghiacciate di queste imponenti nubi cumuliformi si registrano temperature prossime ai -60°C -70°C, un valore davvero considerevole che indica la violenza dei moti convettivi all’interno del sistema che arrivano ai limiti con la stratosfera. Anche dalle stesse immagini del radar vengono messe in evidenza le bande di pioggia davvero violente, con elevatissimi indici di rain/rate, tuttora in azione nel tratto di mare ad ovest di Cuba. Una volta che lo sviluppo di questo intenso anello di convezione attorno l’occhio centrale sarà completato “Michael”, purtroppo, sarà in grado di rafforzarsi più rapidamente, cominciando a rappresentare una seria minaccia per le coste della Florida e dell’Alabama. In questa fase inizia il cosiddetto processo di “autoalimentazione”, indispensabile per la tenuta in vita della profonda circolazione ciclonica tropicale.

ts-wind-probs-0Z-10.9.18L’aria calda e la forte umidità, fornita dalle calde acque superficiali del Golfo del Messico continueranno a far esplodere l’attività convettiva attorno i vari lati della tempesta, favorendo lo sviluppo di enormi nubi torreggianti a spirale che al momento stanno scaricando violente precipitazioni in mare aperto. Difatti la tempesta ora sarà libera di muoversi sopra una vasta piscina di acque calde, estese anche in profondità. Finora nessun fronte freddo dagli USA è stato capace di raggiungere il Golfo del Messico, provocando un raffreddamento delle acque superficiali. Per questo motivo oggi le acque superficiali del Golfo del Messico si mostrano insolitamente calde, con valori di oltre i +28°C +29°C, ben al di sopra delle medie per il mese di ottobre.

109e8df9b3fd7729cdfff6ad15269cbd9b6ad03457bf8c95dbf33dd940b506b0L’area dove sono presenti le maggiori anomalie si estenderebbe da Cuba fino alla Florida Panhandle, si tratta di una rarità per metà ottobre. Questa enorme quantità di calore fornita dalle acque del Golfo, insolitamente calde, non farà altro che intensificare ulteriormente “Michael” già a partire dalla prossima notte, riuscendo molto probabilmente a farlo diventare un pericoloso uragano di 3^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, nella fase di avvicinamento alle coste dell’Alabama e della Florida. Inoltre la tempesta continuerà a muoversi sopra un ambiente molto umido nei medi e bassi strati, in un’area caratterizzata da un “wind shear verticale” debole-moderato che non ostacolerà il rafforzamento dell’attività convettiva all’interno della circolazione depressionaria. Anzi, visto le notevoli dimensioni raggiunte dalle imponenti bande nuvolose spiraliformi, i venti che soffiano nell’alta troposfera tendono a incurvarsi intorno alla tempesta, spingendosi verso nord con essa, piuttosto che strappare le grosse nubi cumuliformi scorrendo direttamente attraverso di essa.

leslie-ir-0350Z-10.9.18Nonostante le tante incertezze con molta probabilità “Michael” dovrebbe riuscire ad effettuare il “landfall” sulle coste della Florida occidentale come uragano di 3a categoria sulla scala Saffir-Simpson, prima di indebolirsi rapidamente subito dopo aver effettuato l’atteso “landfall”. Se ciò fosse confermato diverse località della Florida occidentale e del vicino confine con l’Alabama rischiano di dover fare i conti con venti molto forti che potranno raggiungere l’intensità di uragano di categoria 2, causando parecchi danni, alle strutture e alle abitazioni. Oltre ai venti e alle piogge torrenziali “Michael” potrebbe provocare violente mareggiate, con conseguenti inondazioni, lungo le coste della Florida occidentale e del vicino Alabama, per la risalita delle ondate da SE e S-SE, attivate dalle forti tempeste di vento dai quadranti meridionali attive lungo il quadrante destro dell’uragano. La costa attorno la città di Pensacola potrebbe essere quella maggiormente colpita dalle forti mareggiate e dal rischio di eventuali inondazioni.

 

Articolo di: Daniele Ingemi

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