Meteo didattica – Alla scoperta delle nubi: i falsi cirri

Le nubi temporalesche per eccellenza, ossia i cumulonembi, possono assumere le più svariate forme e dimensioni. L’eventuale incudine è formata per la maggior parte da cristalli di ghiaccio piuttosto leggeri, che in presenza di forti correnti alle alte quote, vengono trasportati lontano molto velocemente; ecco che allora in questo caso l’incudine tende ad estendersi e ad allungarsi nella direzione in cui spira il vento, fino a che non si stacca dal corpo principale del cumulonembo formando una banda nuvolosa sottile del tutto simile ad un ammasso di cirri (chiamati appunto “falsi cirri”)

I “falsi cirri” possono formarsi anche in assenza di forti correnti d’alta quota, quando un cumulonembo con incudine arriva alla fase finale del suo ciclo vitale; in tale occasione infatti la prima parte della nube che si dissolve è il corpo centrale o la base, mentre l’incudine stessa può ancora continuare a stagliarsi per qualche decina di minuti sulla verticale della zona dove si era verificato il temporale. In ogni caso i “falsi cirri” si riconoscono per il fatto di essere organizzati in bande piuttosto compatte ed isolate, spesso rotondeggianti; al contrario i cirri veri e propri spesso si presentano molto più diffusi e sfilacciati. In definitiva se dopo una bella giornata riscontriamo all’orizzonte la presenza di “falsi cirri” allora possiamo ben dire che l’aria sta gradualmente instabilizzandosi. Al contrario, se dopo una giornata di pioggia notiamo dei “cirri falsi”, ma non ci sono più cumuli o cumulonembi all’orizzonte, allora possiamo dire che il tempo va gradualmente migliorando.

 

Articolo di: Salvo Bellavista

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