Noto, la “capitale del barocco” siciliano

Noto è comune siciliano della provincia di Siracusa. Situato su un altopiano che domina la valle dell’Asinaro (fiume tra i più importanti dell’intera provincia che nasce ad est della frazione montana di Testa dell’Acqua e riceve un numero abbastanza elevato di affuenti minori nei pressi delle cave presenti sui monti Iblei). Con i suoi 550,86 km² di superficie è il più grande comune per estensione della Sicilia e il quarto d’Italia. Le sue origini antichissime spaziano dal romano al bizantino fino all’arabo anche se è famosa in Italia e in Europa per essere definita la “capitale del Barocco” in quanto, in risposta al sisma del 1693 che rase al suolo l’intera valle, fu interessata da imponenti lavori di ricostruzione per conto di  Giuseppe Lanza – duca di Camastra incaricato dall’allora governo spagnolo di gestire l’emergenza alloggi degli abitanti e di divulgare indicazioni generali sulla scelta dei luoghi per la ricostruzione. Per la rinascita di Noto e delle zone limitrofe furono chiamati un elevato numero di architetti siciliani tra cui Rosario Gagliardi, Paolo Labisi, Vincenzo Sinatra e Antonio Mazza che diedero vita ad un lavoro meravigliosamente innovativo e diverso di città in città: dal barocco scuro di Catania, in cui fu utilizzata la pietra lavica, alle più luminose architetture della val di Noto eseguite con pietra locale calcarea chiara e compatta che caratterizzano le facciate dell’intero centro siracusano. Ai lavori parteciparono attivamente anche l’ingegnere olandese Carlos de Grunenbergh ed il matematico Giovanni Battista.

Caratteristici viali e palazzi del centro

Oggi l’ingresso al centro storico avviene dalla bellissima Porta Reale che antipiciperà di qualche metro Piazza Immacolata dove in cima ad un’imponente scalinata troverete la chiesa di San Francesco all’Immacolata. Sarete catturati dall’immenso patrimonio bacocco della città e cammiando sul Corso, vi imbatterete in piazza XVI MAGGIO dove potrete ammirare Villa D’Ercole , la Chiesa di San Domenico ed il Teatro Vittorio Emanuele, risalente quest’ultimo all’800. Numerose sono le altre chiese assolutamente da visitare, oltre alla stupenda cattedrale di San Nicolò, tra le più importanti troviamo: Chiesa del Santissimo Crocifisso, Chiesa di San Carlo al Corso, Chiesa di San Domenico, Chiesa di Santa Chiara, Chiesa di Santa Maria del Carmelo e la Chiesa di Santa Maria dell’Arco immerse in dei viali eleganti con  numerosi palazzi caratteristici a fare da cornice. Nel 2002 il centro storico di Noto è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO assieme ad altre città tardo barocche come Caltagirone, Militello, Catania, Modica, Palazzolo, Ragusa e Scicli.

Articolo di: Davide Pitarresi

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