Nuova eruzione dell’Etna, fin’ora apprensione solo per lo sciame sismico

Dopo mesi di debole-moderata attività stromboliana lungo il ”puttsiddu” (una piccolissima bocca aperta sul fianco orientale del Nuovo Cratere di Sud-Est) l’Etna è tornata ‘a ruggire’. Sul vulcano attivo più alto d’Europa, nella giornata di lunedì 24 dicembre, gli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) hanno registrato oltre 130 scosse sismiche in poco più di tre ore (le più forti alle 17.50 con una magnitudo di 4.3 ed epicentro a 6 km da Zafferana, una alle 13:08 con una magnitudo 4.0 registrata nella zona di Piano Pernicana e una di magnitudo 3.9 nella zona di Monte Palestra, sul fianco nord-ovest della montagna) alcune delle quali distintamente avvertite dalla popolazione in quanto estremamente superficiali.

L’eruzione dell’Etna del 24 dicembre vista da Palagonia

Tale imponente sciame sismico, accompagnato da un aumento esponenziale del ‘tremore vulcanico‘ ha accompagnato emissioni di cenere via via sempre più dense sia dalla Bocca Nuova che dal Cratere di Nord-Est, culminate verso mezzogiorno in un denso e continuo pennacchio di cenere scura alto una decina di chilometri perdurato per circa tre ore con conseguenti cadute di cenere e lapilli tra Giarre, Zafferana Etnea, Mascali, Milo, Fornazzo e Riposto. L’eruzione di ieri ha interessato tre delle cinque bocche attive del vulcano mentre durante la mattinata è iniziata anche un’intensa attività stromboliana lungo l’asse meridionale del Nuovo Cratere di Sud-Est, attività dovuta alla nascita di una nuova una fessura eruttiva, tutt’ora attiva, dove modeste quantità di lava accompagnate da frequenti esplosioni si sono verificate per parte della giornata (regalando uno spettacolo mozzafiato lungo la costa ionica) e sono tutt’ora attive. L’aereoporto “Fontanarossa” di Catania ha subito delle chiusure momentanee con disagi e ritardi per parte della giornata ma è riuscito comunque a garantire il normale servizio fino alla serata, prima di essere nuovamente chiuso.

Simulazione dispersione cenere vulcanica per S.Stefano (26 dicembre). Fonte: INGV

Oggi, con la situazione attuale ed in vista dei pochi voli previsti da e per Catania, il servizio dovrebbe svolgersi regolarmente mentre anche in mattinata la terra è ricominciata a tremare nei paesi etnei con nuove scosse (sei) tutte al di sopra del 2.5 gradi della scala Richter, segno di una costante risalita di magma all’interno dei canali vulcanici mentre, al momento, appaiono assai modeste le emissioni di ceneri dal vulcano che comunque in previsione di un nuovo aumento del traffico aereo previsto per domani (giornata di S.Stefano) dovranno e saranno costantemente controllate dagli addetti ai lavori visto, tra l’altro, la direzione del vento prevista che vedrebbe delle correnti da nord/nordest trasportare un’ipotetica colonna di cenere proprio verso la città e l’aereoporto. Di certo l’eruzione attuale (di fianco) era stata prevista da mesi dagli esperti, anche se al momento non desta preoccupazioni rilevanti tanto che il livello di allerta si mantiene giallo, discorso differente per le scosse di terremoto, ben al di la della normalità sismica del vulcano (forti eruzioni storiche a parte).

 

Articolo di: Davide Pitarresi

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