Nuova ONDATA DI CALORE RECORD su mezza EUROPA; ancora una volta graziata la SICILIA!

L’estate 2019 rischia ormai di rimanere negli annali della meteorologia come la più calda degli ultimi due secoli sull’Europa occidentale.
Infatti, dopo un periodo di relativa quiete, una nuova imponente rimonta altopressoria di matrice sub-tropicale sta inglobando tutta l’Europa centro-occidentale dando il via ad una nuova violenta, e potremmo dire, storica ondata di calore che raggiungerà il picco nella giornata odierna.
Le nazioni più colpite in un primo momento saranno ancora una volta la Francia, a seguire Svizzera, sud della Germania e della Spagna. Su queste zone infatti, le temperature si porteranno diffusamente sopra i +40 °C con possibili picchi addirittura prossimi ai +42/+43 °C.

Fra il 25 e il 26 luglio l’anticiclone punterà con decisione il nord-Europa inglobando il Benelux e giungendo fin sulla Scandinavia. Anche in questo frangente saranno possibili temperature record addirittura superiori fino a 12/15 gradi rispetto alle medie stagionali.

E la Sicilia?

La Sicilia, ancora una volta sarà graziata dal gran caldo, sia perchè l’asse anticiclonico si manterrà nuovamente più occidentale, lasciando la nostra isola esposta a deboli infiltrazioni balcaniche, sia perchè successivamente potrebbe subentrare una goccia fredda in quota proveniente dall’Atlantico che potrebbe apportare un calo termico e un generale aumento dell’instabilità.

Quali le cause?

 

Da inizio estate stiamo vivendo una prolungata fase di NAO (differenza tra le anomalie medie di pressione a livello del mare registrate sull’area azzorriana e quelle osservate in Islanda) negativa, il che si traduce in una Depressione d’Islanda particolarmente debole, non in grado di fornire opposizione alle incursioni artiche in pieno atlantico.

La conseguenza è una quasi perenne anomalia barica in pieno atlantico che non fa altro che pilotare masse d’aria roventi su parte dell’Europa con conseguenti fasi anticicloniche di stampo prettamente sub-tropicale particolarmente intense.

 

Articolo di: Stefano Albanese

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