Oggi è il SOLSTIZIO D’ESTATE: viaggio in SICILIA dove mito e astronomia si incontrano

Oggi 21 giugno, alle ore 17.54, il solstizio d’estate segnerà l’ ingresso dell’estate astronomica. Finalmente, meteo permettendo, entreremo ufficialmente in quella che è forse la stagione più amata, fatta di lunghe giornate di sole e di serate all’aria aperta, da vivere magari sotto un cielo coperto di stelle a chiedersi quale sia il nome di questa o quella costellazione.  Come sappiamo, l’alternarsi delle stagioni sul nostro pianeta è dovuto al moto della Terra attorno al Sole, suddividendosi sostanzialmente in quattro tappe: gli equinozi (di Primavera e d’Autunno) e i solstizi (d’Estate e d’Inverno). La parola solstizio deriva dal latino sol (sole) e sistere (fermarsi) e sta a indicare il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo cammino apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima (minima, nel caso del solstizio d’inverno). Il Sole culmina allo zenit, nel punto più alto rispetto all’orizzonte del suo percorso annuale. In tutti i luoghi che si trovano a 23°27′ di latitudine nord, i raggi del Sole a mezzogiorno cadono perpendicolari, a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre.

Fonte: slideplayer.it

Ogni anno però, questo momento anticipa di circa 6 ore per via della  precessione, ovvero lo spostamento dell’asse attorno al quale la Terra compie la rotazione giornaliera. Ogni 4 anni però, ci si rimette in pari introducendo l’anno bisestile. Nell’emisfero boreale quindi, al mezzogiorno locale del solstizio di giugno, il Sole raggiunge l’altezza massima possibile sull’orizzonte per quella latitudine, mentre in quello di dicembre raggiunge l’altezza minima. Accade esattamente il contrario nell’emisfero australe, dove al mezzogiorno locale del solstizio di giugno il Sole raggiunge l’altezza minima possibile sull’orizzonte per quella latitudine, segnando l’inizio dell’inverno, mentre in quello di dicembre raggiunge l’altezza massima segnando l’estate. Nelle località comprese tra i circoli polari e i poli, il Sole rimane sopra l’orizzonte per tutte le 24 ore del giorno nel periodo estivo. Man mano che la Terra compie il suo moto di rivoluzione intorno al Sole,  le giornate si allungano e noi nell’emisfero boreale riceviamo il massimo di illuminazione nel giorno del solstizio d’estate; fino alla fine di giugno/primissimi giorni di inizio luglio, le giornate continuano ad allungarsi di qualche minuto, per poi ricominciare ad accorciarsi lentamente di qualche minuto ogni giorno, fino ad arrivare nuovamente all’equinozio d’autunno. L’estate sulla Terra è la stagione più calda, ma se qualcuno non l’amasse particolarmente, potrebbe sempre optare per una vacanza su Marte, dove la temperatura media durante l’estate marziana si aggira sui 14 gradi sotto zero! Aldilà dell’aspetto scientifico, l’entrata dell’estate  porta con sè anche molti significati, tant’è che il solstizio viene celebrato con riti intrisi di fascino e mistero, sin dall’antichità e in diversi luoghi del mondo. Uno di questi è sicuramente il sito archeologico di Stonehenge, dove migliaia di persone si recano ogni anno, per attendere il primo giorno d’estate: la vera particolarità di questo luogo è che, all’alba del solstizio, il sole filtra tra le grandi pietre che compongono il sito, illuminando il monolite centrale e offrendo uno straordinario spettacolo a tutti i presenti; un momento  di magia e suggestione, durante il quale vengono compiuti riti, cerimonie e danze ancestrali.         

Il Teatro di Andromeda. Fonte: esperienzed'arte.it

Il Teatro di Andromeda. Fonte: esperienzed’arte.it

 Ma in tanti non sanno che il solstizio d’estate viene atteso e celebrato anche in Sicilia, dove esistono scenari davvero peculiari, sconosciuti ai più, luoghi molto suggestivi e pieni di magia e sacralità, dove ogni anno si recano moltissime persone: il Teatro di Andromeda a Santo Stefano Quisquina, la Piramide di Motta d’Affermo in provincia di Messina, le Rocche dell’Argimusco nel territorio di Montalbano Elicona sono alcuni dei luoghi simbolo. Ma conosciamoli più da vicino.                                                           

L’Imago, la struttura simbolo attraverso cui filtrano i raggi del sole, al Teatro di Andromeda. Fonte famedisud.it foto di Christian Reina

A  Santo  Stefano Quisquina, in provincia di Agrigento, vi è un teatro fatto di pietra e di magia, una terrazza naturale che si affaccia su un panorama mozzafiato: si tratta del Teatro di Andromeda, interamente costruito da un pastore del luogo, che ha dedicato questo teatro aperto sospeso nel tempo, alla costellazione di Andromeda. All’interno vi sono disposti 108 sedili, 108 quante sono le stelle della costellazione, ma anche le pecore che una volta erano lì custodite in quello che era un ovile. Un luogo carico di misticismo da cui osservare tramonti, scenari naturali e in cui perdersi sotto cieli stellati.  Qui si festeggiano, in modo particolare, il solstizio d’estate e d’inverno, quando i raggi del Sole fanno capolino inondando di luce il cerchio dove sono disposti i sedili, passando attraverso la bocca spalancata dell’Imago, una scultura che rappresenta l’inconscio, ed è tutto contornato da una danza e da un lasciarsi inondare dalla luce e dalla sacralità del momento.                                                                                                

La Piramide di Motta d'Affermo. Fonte: ilovemadonie.com

La Piramide di Motta d’Affermo. Fonte: ilovemadonie.com

Un altro luogo siciliano dove si celebra il solstizio d’estate, con il cosiddetto Rito della Luce, è la Piramide situata sulla collina di Motta d’Affermo in provincia di Messina. La struttura è alta 30 metri ed è orientata a nord-ovest, spaccata da una fenditura attraverso la quale, al tramonto, penetra la luce. La Piramide si trova esattamente al 38° parallelo ed anche qui, il 21 giugno, si svolgono riti ed eventi per salutare l’estate: i visitatori che giungono sul luogo per prendere parte all’evento varcheranno la soglia della Piramide, cammineranno nel tunnel buio, raggiungeranno il suo centro e percorreranno il viaggio all’interno della spirale. Lì saranno toccati dai raggi del Sole e, nell’uscire, ritroveranno la luce ad illuminare il tunnel prima oscuro. 

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La Via Lattea troneggia sui megaliti dell’Argimusco. Credit foto: https://hiveminer.com/Tags/argimusco/Timeline

Per finire vi portiamo in uno dei luoghi forse più carichi di simbolismo, dove astronomia e mito si intrecciano dando vita ad uno spettacolo naturale e imperdibile: stiamo parlando delle Rocche dell’Argimusco, un altopiano tra i Monti Nebrodi e Peloritani, che presenta formazioni di arenaria dalle suggestive forme antropomorfe e zoomorfe. L’unicità di questo luogo è che è composto da enormi statue di pietra, le quali  sembrano riprodurre  le dieci costellazioni presenti sull’orizzonte al tramonto in estate, ovvero: la Vergine, l‘Aquila,  il Serpente, Ofiuco, il Cratere, il Cigno, l’Idra, il Corvo, il Sagittario ed il Leone. Oltre a questi, altre rocce riproducono simboli alchemici. Gli studi sull’origine di questo luogo hanno fornito dati approssimativi, portando a ricondurne la formazione del sito all’epoca preistorica, grazie all’azione del vento e della pioggia, che hanno modellato le rocce dell’Argimusco. Quel che è certo è che il sito, in epoche remote, sarebbe stato uno scenario adibito alle osservazioni astronomiche e allo studio dei cicli delle stagioni, al culto del cielo e della terra. Dal 2012 l’Argimusco è oggetto di uno studio di archeoastronomia da parte di Andrea Orlando, dottore di ricerca in astrofisica nucleare e presidente dell’Istituto di Archeoastronomia Siciliana;  Orlando coi sui studi è arrivato alla conclusione che, grazie alla presenza di fortuiti allineamenti astronomici delle rocce, l’altopiano possa avere avuto nell’antichità una funzione calendariale, per scandire l’alternanza delle stagioni.

Un'altra immagine del Sole che fa capolino tra le rocce dell'Argimusco. Foto: sicilybysicily.it

Un’altra immagine del Sole che fa capolino tra le rocce dell’Argimusco. Foto: sicilybysicily.it Fonte immagine di copertina: getwallpapers.com

Nel giorno più lungo dell’anno, in cui i nostri antenati svolgevano culti e riti atavici per venerare le divinità celesti e terrestri, si può osservare il sorgere del Sole in un punto speciale dell’Argimusco, ovvero sulla roccia dell’Aquila, dove Il Sole sorge proprio in prossimità di questa pietra che rappresenta l’emblema dell’intera area rocciosa. Tutt’ora è possibile assistere a questo evento, poiché in questo luogo affascinante è possibile celebrare l’ingresso dell’estate con molti eventi, a cui prendono parte visitatori, curiosi e anche studiosi e artisti, perchè all’Argimusco, al solstizio d’estate, accade veramente qualcosa di speciale: il Cielo incontra la Terra e vi si unisce attraverso le sue pietre, che si trasformano in veri e propri indicatori celesti, regalando  un momento pieno di suggestione. In questo posto, amato dai fotografi e astrofotografi, ci si può dedicare all’osservazione del cielo notturno, riuscendo bene ad ammirare costellazioni, stelle cadenti e la Via Lattea in tutto il suo splendore:  non a caso negli anni sono stati indetti diversi concorsi fotografici a tema. Bene cari lettori, dopo questo omaggio ai luoghi simbolo della Sicilia, non ci resta che augurarvi una splendida estate e continuate a seguirci per rimanere aggiornati sui prossimi eventi astronomici. 

 

 

Articolo di: Teresa Molinaro

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