Perché siamo stati invasi dal pulviscolo sahariano? Ve lo spieghiamo..

Come molti di voi avrà notato, la Sicilia è stata investita da una fitta coltre di pulviscolo sahariano. Nonostante la nostra isola non sia nuova a fenomeni del genere, l’avvezione di questi giorni è stata particolarmente intensa tanto da rendere la visibilità in alcuni casi compromessa.

Quantità di sabbia in sospensione espressa in mgr/m²

Solitamente le polveri sahariane vengono richiamate da intense correnti meridionali spesso innescate da depressioni posizionate sulla penisola iberica o comunque ad ovest del Mediterraneo.
Quando un vortice depressionario si approfondisce rapidamente, e trova ostacolo nell’alta pressione che funge da “muro”,  va ad innescarsi “per compensazione” un vasto richiamo di correnti meridionali.
Violenti venti investono estese aree desertiche e sabbiose generando intense tempeste di sabbia definite “Haboob” in grado di sollevare fino ad un’altitudine di 4000 metri vaste quantità di polveri e pulviscoli grazie anche alla vorticità generata dalla depressione stessa che riesce a svolgere una vera e propria azione di risucchio.
Una volta in aria, queste polveri vengono agganciate da tale possente richiamo di correnti meridionali sviluppatesi ad est del sistema depressionario correnti quasi sempre associate ad un vasto sistema nuvoloso definito warm conveyor belt” inteso come un flusso d’aria calda che si origina esternamente al sistema frontale, sulla bassa troposfera. 
Le masse d’aria calde d’estrazione sub-tropicale, giungeranno infine sulla Sicilia col loro carico di sabbia, presentandosi particolarmente umide sulle coste meridionali, più secche su quelle settentrionali.
L’insieme di questi fattori ha fatto si che gran parte dei cieli della Sicilia fosse invaso, da una coltre tipicamente giallastra, che ha reso i cieli lattiginosi compromettendo in alcuni casi anche la visibilità.

 

Articolo di: Stefano Albanese

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