Prime 2 decadi di novembre con “caldo” anomalo in Europa, più ai margini la Sicilia. Quali le cause e le prospettive sul medio termine?

Continuano le grandi anomalie a livello termico nel vecchio continente, anche le prime due decadi di novembre infatti sono state caratterizzate da temperature diffusamente superiori alle medie stagionali su gran parte dell’Europa specie sulla penisola scandinava dove lo scarto termico rispetto alle medie è stato localmente di ben 5 gradi. 
“Caldo” anche su tutto l’est europeo con valori diffusamente superiori alle medie di 3-4 gradi specie fra Slovacchia, Ungheria, Romania ed ovest Ucraina.

Le origini di tali anomalie sono da imputare al continuo sprofondamento di masse d’aria fredde di origine artica ad ovest dell’Europa, coinvolgendo addirittura le nazioni dell’Africa occidentale. Tali incursioni fredde, oltre che a creare una situazione depressionaria sull’ovest europeo, non hanno fatto altro che alimentare un vasto campo di alta pressione che ha messo radici sulla penisola scandinava e su parte dell’Europa coinvolgendo parzialmente anche l’Italia.  Da qui ne è seguito un periodo particolarmente siccitoso e mite che continua a persistere anche in questi giorni.
Per quanto riguarda l’Italia abbiamo usato il termine “parzialmente” in quanto il nostro centro-sud si è trovato su un terreno di scontro fra masse d’aria di natura diversa, fredda artica e mite africana. Tale scontro non ha fatto altro che innescare diversi impulsi perturbati di matrice afro-mediterranea arrecando condizioni di pesante maltempo, specie sulla Sicilia dove le piogge hanno assunto in alcuni casi carattere alluvionale.
Le precipitazioni e la copertura nuvolosa spesso presente, hanno di fatto limitato le anomalie termiche specie su Calabria e Sicilia, anomalie che pur verificandosi alle quote più alte, hanno avuto una scarsa propagazione al suolo dove le temperature che si sono mantenute su valori in linea o poco sopra le medie stagionali come ci mostra la carta. 

PROSPETTIVE FUTURE

Tale situazione è destinata a proseguire durante la settimana anche se in prossimità del weekend, l’intensificarsi del flusso zonale inizierà una lenta erosione dell’alta pressione riportando condizioni più consone alla stagione autunnale ormai prossima alla sua conclusione.
Per quanto riguarda l’Italia e la Sicilia, il successivo abbassamento di tale flusso potrebbe favorire l’ingresso di aria più fredda proveniente dal nord-Atlantico e con essa l’arrivo di nuove perturbazioni che potrebbero portare condizioni di maltempo di stampo tardo-autunnale o addirittura invernale.

 

Articolo di: Stefano Albanese

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