Proxima B: l’esopianeta più vicino alla Terra candidato ad ospitare la vita

Già dal 2016 gli astronomi della Queen Mary University di Londra avevano preso di mira un esopianeta chiamato Proxima B (non appartenente al sistema solare) con caratteristiche analoghe a quelle della Terra. Proxima B ha un diametro calcolato di circa 14.000 Km, il 10% in più del diametro terrestre (12.756 Km), e una massa di 1,27 masse terrestri ( 27% maggiore alla Terra). Il pianeta in questione, ruota nell’orbita di Proxima Centauri, una stella nana rossa parecchio più debole e minuta del Sole ed è, in assoluto dopo di esso, la stella più vicina alla Terra, a 4,22 anni luce di distanza. L’esopianeta completa la sua orbita in 11 giorni (a differenza dei 365 giorni che impiega il nostro pianeta attorno al Sole) inoltre orbita alla giusta lontananza dalla sua stella per poter avere acqua liquida in superficie. Difatti i nuovi scenari presupposti dalla NASA vedono un’atmosfera e un oceano che assieme potrebbero produrre o aver prodotto già in passato le qualità necessarie alla vita sul territorio nonostante le difficili condizioni dovute alle violente radiazioni provenienti da Proxima Centauri.

Illustrazione del pianeta Proxima B e della sua stella Proxima Centauri. Credit: supernovacondensate.net

Si stima che Proxima B, avente un’atmosfera più densa di quella terrestre, sarebbe capace di concepire un effetto serra tanto valido da far innalzare la sua temperatura di equilibrio (che al momento risulta essere -39°C su Proxima B e -18°C sulla Terra). Proxima B è così vicino alla propria stella che potrebbe essere in rotazione sincrona(come quella della Luna attorno alla Terra), ciò conseguirebbe in una faccia constantemente illuminata e riscaldata adeguatamente dalla nana rossa, che essendo piccola e debole non farebbe completamente evaporare l’acqua liquida. Al contrario l’altra faccia del pianeta risulterebbe ghiacciata e non illuminata. Ad oggi, dopo queste conoscenze su Proxima B, è stata posizionata al 4° posto tra gli esopianeti più simili al nostro (1°Trappist-1d, 2°Gliese 3323b, 3°Kepler 438b). In conclusione con l’avanzamento degli ultimi studi effettuati si considerano gli scenari di questo pianeta piuttosto abitabili. Future indagini e valutazioni contribuiranno a affermare o smentire queste attuali nozioni incoraggianti per la possbile vita terrestre su altri pianeti!

 

Articolo di: Alessia Tumminello

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