Sciame sismico in atto sull’Etna, i possibili risvolti futuri del vulcano

Continua lo sciame sismico che da giorni sta interessando il versante meridionale dell’Etna. Dopo la fortissima scossa dello scorso sabato notte (4.6 Richter con epicentro tra Santa Maria di Licodia e Paternò con danni ad alcune strutture e feriti lievi  anche ad Adrano e Biancavilla) domenica sera una nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.4 ad appena 4.1km di profondità si è verificata con epicentro a Biancavilla provocando nuove scene di panico nei paesi del comprensorio etneo. Alcune crepe si sono aperte nelle strade di Biancavilla ed Adrano. Ma cosa sta succedendo? Le scosse sono davvero legate a nuove future mosse del vulcano?

Attività parossistica Etna settembre 2011 bocca orientale cratere sud est. Credit: http://www.parcoetna.it/

Il noto vulcanologo tedesco Boris Behncke, da anni all’Ingv di Catania, commenta così la situazione attuale sull’Etna: ”L’attività sismica nel settore sud-occidentale etneo e in altre zone intorno alla montagna NON è segno di un maggiore terremoto imminente (quello può avvenire sempre e comunque, il rischio sismico è sempre lo stesso), e non è segno di un’eruzione dell’Etna imminente. Invece, sembra essere espressione della dinamica dei fianchi dell’Etna, che rispondono a processi magmatici più profondi, e che comunque portano ad una progressiva destabilizzazione della montagna. Questo, alla sua volta, in un futuro possibilmente non molto lontano (settimane? mesi?) potrà facilitare il movimento di magma in uno dei fianchi dell’Etna e far scatenare un’eruzione di fianco. Non si può dire quando, dove e come, perché questo la montagna non l’ha ancora deciso. In ogni caso, con l’avvicinarsi di un’eruzione di fianco si vedrebbero segnali sempre più chiari ed evidenti, finché non ci saranno centinaia o migliaia di piccoli terremoti che marcano l’apertura di una frattura eruttiva su un fianco. Consideriamo che l’ultima eruzione di fianco dell’Etna risale al 2008-2009, e quella fu un’eruzione, sebbene voluminosa, totalmente innocua perché è avvenuta molto in alto, sopra la Valle del Bove. L’ultima eruzione seria fu quella del 2002-2003, ma l’ultima eruzione a minacciare un centro abitato ormai è distante più di 25 anni (1991-1993). L’ultima volta che fu evacuato un abitato sull’Etna fu nel 1979 (Fornazzo), e l’ultimo abitato distrutto da un’eruzione etnea è stato Mascali, quasi esattamente 90 anni fa. Questo per una prospettiva storica, nella quale si inquadra l’attuale e futura attività dell’Etna. In ogni caso, per piacere non diffondete notizie allarmanti, come quella di un imminente grande terremoto (nota bene, il rischio di un grande terremoto nella Sicilia orientale esiste sempre e comunque, a prescindere dall’attività sismica di questi giorni) o altra roba da “ilmondofiniradomani.com” (no, questo sito fortunatamente non esiste … ancora) … cerchiamo di essere sempre informati correttamente, anche sul rischio sismico e su come comportarsi in caso di terremoto. Certo, in caso di un’eruzione dell’Etna a bassa quota, non ci sarebbe tanta scelta, bisognerebbe evacuare le aree direttamente minacciate dalle colate di lava.

 

Articolo di: Davide Pitarresi

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