Sfondati i +51°C in Iran, si tratta del valore più alto registrato nella Terra in questo 2018

Dopo aver colpito i deserti del Medio Oriente, dove nei giorni scorsi si sono raggiunti dei valori termici elevatissimi, l’enorme onda di calore che ha interessato l’area indo-pakistana tende a spostarsi leggermente verso ovest. Ora proprio sul territorio iraniano si registrano le temperature massime più elevate dell’intero Medio Oriente. In alcune località iraniane l’arrivo di questa immensa onda di calore ha fatto schizzare la colonnina di mercurio su valori di oltre +50°C. Su tutti spiccano i +51,5°C archiviati nella città di Borazjan che rappresentano la nuova temperatura massima più alta registrata sulla Terra in questo 2018. Oltre ai +51,5°C di Borazjan il muro dei +50°C è stato superato in altre città iraniane, fra cui Omidieh, dove si sono susseguite massime di poco superiori alla soglia dei +50°C.

GFSOPSS12_0_2In questi giorni l’Iran, assieme all’Iraq e allo stesso Kuwait, ha detenuto le temperature più alte registrate sulla Terra, sottraendo lo scettro alla bollente e inospitale “Death Valley”, come area più calda del pianeta. In realtà le regioni meridionali e occidentali dell’Iran, fra Belucistan, Makran, Larestan e Fars, inclusa l’area attorno la città di Abadan, vicino al confine iracheno, non sono nuove a potenti ondate di calore in questo periodo dell’anno. Difatti, proprio fra la fine di giugno e luglio, l’immensa onda di calore semi-permanente che stagna sopra l’area indo-pakistana (isoterme sui +34°C +35°C a 850 hpa) comincia a spostarsi e traslare verso ovest non appena, da sud, il flusso dell’umido “monsone di SO”si spinge fino agli stati nord dell’India occidentale e del Pakistan meridionale.

GFSOPAF12_0_2La salita, verso latitudini più settentrionali, dei più umidi e temperati venti marittimi monsonici, fin sulle aride regioni dell’India occidentale del Pakistan meridionali, con sconfinamenti fino all’area desertica del Rajasthan, in sostanza contribuisce a spingere e a far arretrare verso ovest, in direzione dell’Iran meridionale e dell’Iraq, la vasta bolla di aria molto calda e secca, insistente durante il periodo primaverile sull’area indo-pakistana. In tale contesto il caldo si è fatto davvero infernale, grazie anche alla presenza nei bassi strati di masse d’aria molto secche, ben compresse verso il basso dalle notevoli “Subsidenze atmosferiche” prodotte dal potente anticiclone sub-tropicale in quota, legato alla “Cella di Hadley”, che in questo periodo dell’anno domina fra l’entroterra desertico della penisola Arabica, l’area del Golfo Persico, l’Iraq e l’Iran.

imagesNon è un caso se sovente il muro dei +50°Call’ombra in Iraq, come sul Kuwait, in Arabia Saudita, nel sud Iran e negli altri paesi che si affacciano sulle coste occidentali del Golfo Persico, si abbatte proprio in questo periodo dell’anno, nel cuore dell’estate boreale, durante il predominio dell’anticiclone sub-tropicale permanente, legato alla circolazione della “Cella di Hadley”, che sposta il proprio baricentro dalla penisola Arabica verso l’area del Medio Oriente e le vaste distese steppiche dell‘Asia centrale. In concomitanza con la risalita verso nord, tra i 25° N e i 35° N, dell’estesa cintura anticiclonica sub-tropicale, annessa alla “Cella di Hadley”, anche il ramo principale della “corrente a getto sub-tropicale” è costretto a transitare a latitudini ancora più elevate, tra l’Europa e l’Asia centro-settentrionale, con un andamento spesso molto ondulato.

Mideast Iraq Heat WaveL’assenza del passaggio del ramo della “corrente a getto sub-tropicale” favorisce una persistenza dei regimi anticiclonico dinamici in quota, con il conseguente accumulo di masse d’aria molto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, sopra le vaste distese desertiche dell’area medio-orientale. L’aria calda e molto secca, in assenza di una ventilazione significativa nella libera troposfera, ristagna fino alla media troposfera, favorendo un contemporaneo innalzamento dei geopotenziali che tendono a lambire valori elevatissimi in quota (indice di forte stabilità atmosferica che rende i cieli sereni garantendo un soleggiamento ininterrotto). Alla quota di 850 hpa, tra l’area pakistana e i deserti del Medio Oriente, in questo periodo dell’anno si possono osservare isoterme di +32°C +33°C, nei casi più estremi sono evidenti anche termiche di +35°C +36°C.

IMG_8764Tutto questo accumulo di calore, fino alla media atmosfera, dopo settimane e mesi di prolungato dominio anticiclonico con aria molto secca, origina un ulteriore surriscaldamento delle masse d’aria presenti nei bassi strati, indotto anche dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l‘aria nei bassi strati, scaldandola e deumidificandola ulteriormente) tipici dei regimi anticiclonici dinamici, ben strutturati nell‘alta troposfera. Se a ciò poi aggiungiamo la continua insolazione diurna su vastissime distese desertiche, vista la totale serenità dei cieli, e la presenza di aria secchissima in prossimità del suolo, è normale poi che i deserti del Medio Oriente si trasformano in autentici forni a cielo aperto, dove diventa veramente difficile sopravvivere se non si è addestrati o abituati a simili condizioni climatiche cosi estreme.

near-mesr-iran-by-niloufar-hosein-zadehQuando la calura soffocante raggiunte picchi cosi estremi è sempre accompagnata da tassi di umidità relativa molto bassi, che possono scendere anche al di sotto della soglia minima del 5 % 4 % nelle ore centrali del giorno (il limite strumentale è del 3 %). In tali condizioni di caldo “torrido” e feroce diventa veramente difficile riuscire a svolgere qualsiasi tipo di attività umana. Probabilmente solo le popolazioni arabe del Medio Oriente, abituate da secoli a convivere con il clima estremo del deserto, sono maggiormente predisposte a sopportare delle situazioni a dire poco estreme, apportando semplici accorgimenti. Fra questi, quello fondamentale, è di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata.

kalouts-02-iran-traveling-centerChi trasgredisce spesso può incorrere a colpi di calore che possono risultare pure mortali. Il gran caldo che ha colpito molte aree dell’Iran occidentale e meridionale tenderà ad attenuarsi nei prossimi giorni, anche se in molte località del sud si continueranno a registrare temperature massime sopra i +47°C +48°C. La cappa di calore che ha investito l’Iran tenderà a spostarsi più verso est, dispensando temperature particolarmente elevate lungo le coste affacciate sul Golfo Persico e fra Kuwait e Iraq meridionale, dove localmente si potranno archiviare temperature massime prossime al muro dei +49°C +50°C all’ombra.

 

Articolo di: Daniele Ingemi

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