Sicilia: è arrivata la prima neve dell’inverno a quote collinari

Dopo un inverno 2017-2018 da dimenticare per i nevofili ed i freddofili siciliani (con nessun evento con accumuli nevosi a quote collinari), questa notte la dama bianca si è spinta al di sotto dei 600 metri d’altezza su alcuni comuni siciliani sancendo, di fatto, il ritorno della neve su svariate zone dell’isola dopo bene due anni. Un primo impulso di aria fredda (valori sino a -30°C a 500hPa sul messinese) ha raggiunto l’isola durante la serata di ieri con rovesci e locali temporali anche grandigeni che da nord-ovest verso sud-est hanno attraversato gran parte della Sicilia centro-settentrionale. Contemporaneamente sono giunte le prime isoterme fredde ad 850hPa con la -2/-3°C che ha abbracciato gran parte dell’isola provocando nevicate (per lo più di groupel/neve tonda, visto la presenza di forti raffiche di vento) a partire dai 500/600 metri d’altezza con i primi accumuli nevosi sui comuni del palermitano, del trapanese, del messinese e localmente anche dell’ennese (Enna compresa), dell’agrigentino, del nisseno e dell’alto catanese. In mattinata il nucleo d’aria fredda in quota si è allontanato verso la Grecia, tuttavia variabilità sparsa continua ad interessare ancora una volta le province tirreniche e, in maniera più attenuata, ennese ed alto catanese, come ci mostra il radar delle piogge della Protezione Civile.

Aria fredda giunta sull’Adriatico impatta contro gli Appenini con nevicate da stau sino in pianura dove scarica gran parte dell’umidità presente. La colonna d’aria arriverà prettamente secca sulle regioni tirreniche centro-meridionali. Scorrendo su un nuovo tratto di mare (il mar Tirreno) si ricaricherà nuovamente di umidità apportando precipitazioni sulla Sicilia tirrenica.

Dalla nostra elaborazione possiamo notare gli effetti piovosi dovuti all’attivazione di un fenomeno meteorologico particolare, chiamato Tyrrhenian Sea Effect. Di cosa si tratta? Quando un nucleo freddo in quota si addentra sulle acque tiepide del mar Adriatico (Adriatic Sea Effect) o del mar Tirreno provoca dei forti contrasti termici rafforzando, di fatto, il “gradiente termico verticale” (differenze termiche fra media e bassa troposfera) e favorendo, così, l’innesco di una forte attività convettiva che favorisce la formazione di  annuvolamenti cumuliformi con la nascita di precipitazioni, per lo più a carattere di rovescio rovescio o temporale (dinamica tutt’ora in atto, nonostante una stentata -27/-28 a 500hPa). Nonostante la presenza di isoterme attorno alla -5°C ad 850hPa i fenomeni veloci e disargonizzati favoriscono precipitazioni nevose solo oltre i 400-500 metri d’altezza con locali epidosi di groupel o gragnola al di sotto di tali quote. Tra il pomeriggio e la sera la situazione continuerà a rimanere immutata con le precipitazioni che si concentreranno sempre di più lungo le catene montuose settentionali (per effetto stau). Da domani un secondo nucleo ancora più gelido in quota (valori sino a -38 a 500hPa) raggiungerà la nostra regione sancendo il clou di questa ondata di freddo con risvolti, per certi versi, storici. Ai prossimi aggiornamenti.

 

Articolo di: Davide Pitarresi

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