Sisma e tramonti blu: cosa sta accadendo su Marte?

Il sole che si fa basso all’orizzonte, il cielo che si tinge di mille pennellate di colore, sfumature dal rosa all’aranci, al rosso: è il tramonto! Questa è l’immagine che ci viene in mente se pensiamo al momento in cui il giorno cede il passo alla sera. Sulla Terra. Perché se decidessimo di fare una capatina su Marte, di certo lo scenario sarebbe ben diverso: il pianeta rosso infatti, di rosso non ha di certo il colore del cielo al tramonto; infatti al calare del sole il cielo si tinge di blu, creando un’atmosfera davvero insolita per noi terrestri. Questo fenomeno può essere ammirato nelle cartoline che il lander InSight della NASA è riuscito a catturare: esso infatti, da quando è atterrato sul pianeta rosso il 26 novembre del 2018, oltre a fare diverse scoperte sensazionali,  ci ha anche regalato alcune immagini straordinarie ed emozionanti di Marte e dello spazio visto dalla sua superficie.             

Il tramonto catturato da Insight nella versione rielaborata. Credit: nasa-jpl-caltech

La foto del tramonto blu risale a giovedì 25 Aprile attorno alle 18:30, ora di Marte,  nel 145° giorno di missione del lander Insight,  il quale è dotato di una fotocamera ad alta risoluzione, la Instrument Deployment Camera (IDC), posizionata sul suo braccio robotico, che consente al lander  di catturare bellissime immagini del pianeta rosso.  La NASA ha messo a disposizione due versioni dell’immagine del tramonto in questione: una è il file RAW grezzo, l’altra è la versione post-prodotta che mostra in maniera più accurata i colori che avrebbe all’occhio umano il meraviglioso tramonto marziano. L’immagine sviluppata dal RAW rappresenta ciò che noi avremmo visto se ci fossimo trovati al fianco di InSight ad osservare il tramonto; mentre l’immagine RAW appare più chiara e spenta, questo perché in un file di questo tipo sono conservate tutte le informazioni ad alta risoluzione dell’immagine, ma vanno tirate fuori in post-produzione.      

File RAW del tramonto su Marte. Credit: nasa-jpl-caltech

Ma Insight non ha catturato solo l’immagine del tramonto: infatti tra gli scatti realizzati tra il 24 e 25 aprile vi è anche una foto dell’alba marziana, ed anche di questo evento la NASA ha divulgato sia l’immagine grezza che quella migliorata. Insomma uno spettacolo dopo l’altro.                                                                                 Uno degli aspetti più interessanti di alba e tramonto su Marte è la dimensione del Sole, che essendo molto più lontano dal pianeta rosso rispetto al nostro pianeta, è grande circa due terzi della sfera luminosa che si ammira dalla Terra, e appare quindi più piccolo. Ma perché il cielo si fa blu su Marte nell’ora del tramonto? Cerchiamo  di spiegarlo:  bisogna precisare che l’atmosfera marziana è molto più sottile di quella terrestre, mentre la superficie è ricoperta di polveri, che, a causa della minore gravità, finiscono spesso per sollevarsi e saturare l’atmosfera; la presenza di fini particelle dunque, permette alla luce blu di penetrare l’atmosfera più efficientemente che quella di altri colori con un’onda più lunga.                        

Foto dell’alba su Marte nei due formati RAW e post produzione. Credit: nasa-jpl-caltech

Quando la luce blu si disperde nella polvere, rimane più vicina alla direzione del Sole rispetto alla luce negli altri colori. Il resto del cielo è giallo e arancione, perché queste lunghezze d’onda si diffondono in tutte le altre direzioni, invece di essere assorbite o rimanere vicino al sole. L’effetto avviene in misura maggiore  vicino al tramonto, quando la luce del sole compie un percorso più lungo nell’atmosfera, rispetto a mezzogiorno. Il tramonto marziano è, insomma, un evento profondamente diverso dai tramonti terrestri: un fenomeno crepuscolare, che si svolge in un’atmosfera ovattata, quasi nebbiosa, satura di polveri, attraversata da una luce fredda e distante.  Ma le informazioni che ci giungono da Marte non finiscono qui, perchè un altro importante fenomeno che riguarda il pianeta rosso è stato rilevato il 6 aprile dal lander InSight: un “sussulto”, un  segnale debole ma distinto, registrato dal sismometro SEIS,  che potrebbe rappresentare il primo sisma marziano mai osservato.

Il lander InSight. Fonte: milky-way.kiwi

A renderlo noto è stata l’Agenzia Spaziale Francese, che gestisce lo strumento: “Abbiamo aspettato il nostro primo sisma marziano per mesi”, ha detto Philippe Lognonne, ricercatore all’Istituto di Fisica del Globo a Parigi;  “È così emozionante avere finalmente la prova che Marte è ancora sismicamente attivo. Non vediamo l’ora di condividere risultati dettagliati una volta che avremo studiato meglio l’evento e fatto un modello con i nostri dati”. La scossa è stata troppo debole per fornire informazioni utili sulla composizione rocciosa di Marte,  ma servirà a valutare il funzionamento dello strumento. La superficie marziana è estremamente silenziosa, il che consente a SEIS di percepire rumori anche debolissimi.                                                                                                      Le ultime  stime suggeriscono che si verifichino molto raramente eventi sismici su Marte, addirittura una volta ogni milione di anni. Tuttavia, sono state trovate prove convincenti del fatto che il pianeta in passato sia stato sismicamente attivo e a provarlo vi sono delle zone, in un’ampia regione meridionale di Marte, in cui la crosta del pianeta presenta delle faglie e delle fratture, delle scie chiare che stanno a significare proprio il fatto che, la  superficie,  potrebbe essersi spaccata in seguito a sbocchi di magma.

Il sismometro Seis sulla superficie di Marte. Credit: NASA

Quello che però ora gli studiosi stanno cercando di verificare è l’origine del sisma del 6 aprile, per assicurarsi che venga dall’interno del pianeta e non sia causato dal vento o altre interferenze. L’installazione del sismometro SEIS è avvenuta a dicembre ed è stata completata a febbraio, con la collocazione di due scudi che hanno il compito di proteggere i sensori all’interno dello strumento, da vento e sbalzi di temperatura. InSight, grazie ai sensori di cui è dotato, rappresenta anche un’importante ed efficiente stazione meteo per il pianeta rosso: infatti ha il compito di raccogliere in modo continuo, e per i prossimi due anni,  i dati necessari per lo studio dei cambiamenti stagionali e delle famose tempeste di sabbia di cui Marte è spesso vittima. Insomma, un progetto interessante e da seguire, il tutto mirato alla scoperta di un pianeta interessante e da sempre materia di studio da parte della comunità scientifica. Noi intanto ammiriamo queste sorprendenti immagini e  rimaniamo in attesa di notizie da Marte!

 

Articolo di: Teresa Molinaro
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