Svelata la prima foto di un BUCO NERO: la scienza verso nuovi orizzonti

 

Ci siamo, l’ attesa è finita! Oggi 10 aprile 2019, viene rivelata al mondo la foto che tutti aspettavamo, una foto che Einstein, nel 1915, aveva sognato di poter vedere: quella di un buco nero, il più misterioso ed intrigante oggetto studiato dagli esperti. La storica immagine è frutto di un super progetto internazionale, Event Horizon Telescope, nato proprio con l’ obiettivo di immortalare il buco nero supermassiccio situato al centro della quello della galassia M87. Il buco nero M87, o meglio il buco nero al centro della galassia ellittica gigante M87 (la più grande galassia dell’universo “vicino”, a 50 milioni di anni luce da noi, nel centro dell’Ammasso della Vergine che contiene migliaia di galassie) è un buco nero supermassiccio definito attivo, perché va aumentando in espansione e che si è probabilmente formato a seguito della fusione di diversi buchi neri. Esso ha una massa pari a circa 6,6 miliardi di Soli. Il progetto è stato portato avanti per circa due anni, durante i quali è stata raccolta un’enorme quantità di dati. Dapprima si era pensato che la scoperta potesse riguardare Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio presente all’ interno della nostra galassia, la Via Lattea. Ma in realtà la rivelazione di oggi è ancora più inaspettata. Per ottenere la storica immagine, gli scienziati hanno puntato otto radiotelescopi super potenti, dislocati in varie località e punti di osservazione, come il Cile e le Hawaii.

Il buco nero supermassiccio al centro di Messier 87. Crediti: The Event Horizon Telescope

I dettagli di questo storico avvenimento sono stati resi noti dalla Commissione Europea, durante una conferenza stampa da Bruxelles, e a cui hanno preso parte sei nazioni. Per capire bene cosa sia stato reso noto attraverso questa immagine, è necessario partire dal concetto di orizzonte degli eventi: si tratta di una superficie immaginaria che circonda i buchi neri, un luogo turbolento dove vorticano miscele di gas e polveri; questa sorta di “aura”, una volta superata, non lascia più sfuggire nulla, né alcun tipo di radiazione, né la luce stessa può uscire indenne dall’attrazione gravitazionale dei buchi neri; essi sono completamente bui, e nonostante abbiano una massa milioni o miliardi di volte quella del nostro Sole, appaiono sempre molto piccoli al centro delle galassie. Poiché i buchi neri sono privi di dimensioni, si considera il raggio dell’ orizzonte degli eventi come il raggio del buco nero stesso. Si stima che l’orizzonte degli eventi, e cioè la distanza entro la quale qualunque radiazione elettromagnetica viene risucchiata dal buco nero, si trovi ad oltre 20 miliardi di chilometri da esso. Dato che i buchi neri sono entità tecnicamente invisibili ai nostri strumenti, portare avanti gli studi che li riguardano e arrivare a realizzare una simile immagine, è stato possibile solo mediante l’utilizzo dei radiotelescopi, i quali sopperiscono all’osservazione ottica resa difficile dalle nubi di polveri e gas che circondano il centro della galassia, ed hanno una risoluzione angolare molto alta. E’ grazie a questo tipo di strumenti che oggi si è arrivati a questa grande rivelazione, ed è corretto specificare che ci troviamo dinanzi ad un’ immagine che rappresenta la foto dell’ orizzonte degli eventi. Gli scienziati sono concordi nell’affermare che da oggi il tempo scientifico sarà suddiviso in “tempo prima di questa foto” e “tempo dopo questa foto”, che nella sua luminosità ed irregolarità, sembra quasi sorriderci!

 

Articolo di: Teresa Molinaro

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