Terza decade di maggio: l’estate scalda i motori ma non mancheranno le insidie

Un titolo del genere susciterebbe senza dubbio clamore. Da un lato gli amanti del fresco e della pioggia alla finestra (a volte paradossalmente chiusa quando come nella notte passata le temperature minime si sono spinte fino a valori tipicamente invernali) dall’altro i ”caldofili” temerari amanti del sole, delle spiagge e del caldo tutto l’anno con la voglia di tintarella persino a febbraio tra la spiagge di Mondello o la Playa di Catania, alquanto preoccupati per questi giorni tutt’altro che tardo-primaverili visto anche il calendario. Ebbene, di qualsiasi fazione facciate parte bisogna partire da una premessa: il mese di maggio, di norma, è un mese primaverile a tutti gli effetti e la primavera sulla nostra isola è spesso fatta di eccessi; annate precocemente calde già ad aprile possono altresì mostrarsi, dopo un anno solare, assolutamente fresche e persino abbastanza piovose. Insomma un mese corrente caldo non farebbe scalpore almeno quanto un mese fresco e spesso instabile (come quest’anno). Ma quali sono le prospettive per la terza decade? Iniziamo dicendo che al momento sullo scacchiere meteorologico europeo non si entravedono figure bariche davvero imponenti e quindi durature. Il risultato, in maniera sintetica, sembra virare verso un proseguimento di un trend climatico simile a quello che ci ha accompagnato in queste prime due settimane di maggio: volto alla variabilità.

Tendenza meteorologica secondo il modello americano GFS

Tramite la carta modellistica (GFS) in allegato sulla sinistra e valida per la giornata di giovedì prossimo, possiamo osservare un anticlone delle Azzorre con i suoi massimi pressori posizionato sull’Oceano Atlantico meridionale e continuamente ”attaccato” dalla formazione di una falla iberico-marocchina (struttura di bassa pressione relativa in quota) abbastanza persistente che, di fatto, potrebbe caratterizzare le condizioni meteorologiche europee su larga scala per parte della terza decade.

Ripercussioni sulla nostra Sicilia?

Quella paventata a più riprese dal famosissimo modello americano sembrerebbe virare verso un ondata di maltempo pronta a scatenarsi tra Spagna meridionale e Africa settentrionale con un vortice di bassa pressione continuamente alimentato da aria fresca in discesa dal Nord Europa e pronto ad interessare per più giorni le medesime zone con il successivo coinvolgimento (con il suo bordo più orientale) della nostra isola che vedrà ammassi nuvolosi in risalita da sud-ovest con fenomeni di maltempo moderato durante la settimana accompagnati da fenomeni pomeridiani di natura termoconvettiva tipici di sbuffi instabili in quota in assenza di figure anticicloniche ben strutturate a tutte le quote. Le temperature si manterrebbero comunque in media stagionale o leggermente al di sopra e non mancherebbero giornate asciutte e soleggiate con scampoli estivi sulle zone non interessate dai fenomeni.

Tendenza meteorologica secondo il modello ECMWF

La seconda ipotesi  (READING – ECMWF) vede un anticlone delle Azzorre più ‘vivo’, pronto ad espandersi verso est durante la prossima settimana: goccia fredda iberica meno alimentata da aria fresca nord-orientale e di conseguenza destinata ad indebolirsi e spostarsi verso l’Italia (sospinta da una pulsazione abbastanza massiccia dell’anticiclone) durante la settimana con fenomeni di maltempo specie sulle regioni centro-settentrionale. Sulla nostra regione il tempo si mostrerà abbastanza stabile (eccezion fatta per fenomeni termoconvettivi sparsi ad inizio settimana) con temperature in risalita specialemente da metà settimana, quando l’avvicinarsi della debole goccia fredda in quota richiamerà aria calda dal Nordafrica provocando un richiamo mite prefrontale sulla nostra isola, prima di un nuovo tracollo termico e il ritorno a condizioni instabili anche sulla Sicilia che sperimenterebbe l’ennesimo periodo variabile e volto all’instabilità, specie pomeridiana e rendendo la strada verso l’estate certamente non priva di insidie.

Ricordiamo che, visto la distanza temporale, questa vuole essere un’analisi evolutiva su previsioni eseguite a lungo raggio, ragion per cui l’indice di affidabilità risulta molto basso, specie in vista delle condizioni meteo-climatiche che verranno a crearsi lungo lo scacchiere europeo. Vi invitiamo ai prossimi aggiornamenti!

 

Articolo di: Davide Pitarresi

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