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Cosa potrebbe riservarci la seconda metà di gennaio, l’inverno continuerà a sorprenderci?

L’avvio di questo gennaio ha visto un’escalation della stagione invernale come non si vedeva da tempo con la neve che si è portata a quote localmente pianeggianti e temperature decisamente al di sotto delle medie stagionali.
Il nord-Italia è rimasto pesantemente penalizzato ritrovandosi sempre in ombra sperimentando per lo più freddo secco che in alcuni casi ha alimentato incendi inconsueti per alcune aree come nel caso del varesotto.

Cerchiamo di comprendere cosa potrebbe riservarci il mese di gennaio volgendo il nostro sguardo sul lungo termine.

ANALISI

Indice AO

Esaminando i vari indici teleconnettivi sembrano essere favorevoli ad un prosieguo di un inverno in buona salute.
L’indice AO (Artic Oscillation index) attualmente in leggera fase negativa, per fine mese, potrebbe registrare un’ulteriore calo fino a raggiungere valori di -3, dunque la cintura dei venti del “Vortice Polare Stratosferico” potrebbe ulteriormente instabilizzarsi, favorendo nuove discese di masse d’aria fredda alle nostre latitudini.
L’indice NAO (North Artic Oscillation) risulta attualmente, e almeno per i prossimi 7 giorni, in fase leggermente positiva, per poi scendere in fase negativa intorno il 20/21 gennaio.

Un temporaneo aumento della “zonalità” comporterà un breve STOP agli scambi meridiani, tutto ciò sarà collegato ad un generale ricompattamento del Vortice Polare che inibirà in una prima fase l’incursione di masse d’aria fredda verso latitudini più meridionali.
La propagazione fin sui livelli più bassi dell’atmosfera dell’intenso Stratwarming avvenuto nei giorni scorsi, potrebbe causare un’ulteriore e consistente destabilizzazione del Vortice Polare, favorito da un piccolo strappo in tropopausa. Tale meccanismo potrebbe innescare lo “sganciamento” di veri e propri “lobi” di quest’ultimo, ovvero di nuclei di aria gelida che potrebbero quindi fiondarsi verso l’Europa meridionale.

indice NAO

TENDENZA PER LA SECONDA META’ DI GENNAIO

Provando a tradurre in una linea di tendenza la nostra analisi, possiamo affermare che la terza decade di gennaio, potrebbe registrare anomalie dei geopotenziali sul pieno Nord/Est Europeo, con una Saccatura ampia che coinvolgerebbe buona parte dell’Inghilterra, Francia, Belgio, Spagna e in questo caso anche il Centro-Nord, che potrebbe vivere la prima vera ondata di gelo della stagione con neve fino in pianura.
Le regioni meridionali inizialmente potrebbero ritrovarsi in compagnia di correnti occidentali che precederebbero l’incursione di aria artico-marittima con chiusura continentale.

E’ bene precisare che quest’ultima evoluzione risulta parecchio incerta vista l’enorme difficoltà, a livello modellistico, nell’inquadrare la traiettoria e la portata di tale evento.
Quello che possiamo affermare con certezza è gennaio proseguirà all’insegna della grande dinamicità, con presenza di scambi meridiani frequenti e temperature che tenderanno spesso a scendere sotto le medie stagionali.
Non vi rimane che seguirci e vivere insieme a noi l’evolversi degli eventi.

 

Articolo di: Alessandro Malfitano

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