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Il sito archeologico di MORGANTINA, dall’età del bronzo all’epoca romana

Situato a pochi chilometri dalla città di Aidone, in provincia di Enna, è uno tra i più importanti siti archeologici della Sicilia, seppur poco noto a molti.
Il Parco Archeologico di Morgantina offre al suo visitatore un tuffo nella storia di mille e più anni fa, dalla fase preistorica fino all’epoca romana, alla fondazione della città durante l’età del bronzo, quindi circa 2000 anni a. C.

Fu durante la dominazione greca che Morgantina divenne uno tra i più importanti centri di commercio della Trinacria, ma la sua distruzione avvenne ad opera dei romani e dell’imperatore Ottaviano.


Le rovine della città rimasero sotto parte della città di Aidone per diversi secoli e soltanto nel ‘500, alcuni resti visibili furono documentati dallo storico Fazello, ma per riportare alla luce la vecchia Morgantina bisognò attendere altri 326 anni.
Nel 1884, infatti, l’ingegnere nisseno Luigi Pappalardo aprì una vera e propria campagna di scavi che si concluse definitivamente soltanto nel dopoguerra.
Fu opera di alcuni studiosi statunitensi riportare alla luce gran parte del sito archeologico: ne venne fuori l’agorà, alcuni quartieri limitrofi e un sito arcaico.
La città antica sorgeva, quindi, su un altopiano che raggiungeva la sua massima altitudine con il monte Cittadella (578 metri) e la sua vasta area era delimitata a nord dalle Madonie e dall’Etna, dai Monti Erei a sud e dal Mar Ionio ad est.
Secondo alcune fonti antiche, la sua collocazione fungeva da passaggio per chi dal mare doveva arrivare fino all’interno dell’isola. I numerosi insediamenti erano legati alla fertilità della sua terra, grazie anche alla presenza del fiume Gornalunga, che scorreva ai suoi piedi.

Altro reperto che venne scoperto durante gli scavi, e che oggi rende importante questo antico sito archeologico, fu la scoperta delle “monete di Morgantina”.
Si trattava di piccole monete che raffiguravano avvenimenti riguardanti la storia della città ed utilizzate con ogni probabilità da V al II secolo a. C. dagli “insediatori” che popolavano la città.
Tra le più importanti, che oggi sono conservate all’interno del Museo Archeologico, vi erano una litra d’argento sui cui era rappresentato il re Morges della colonia calcidese, oppure la moneta di bronzo coniata dalla zecca che divenne il simbolo della polis siculo-ellenizzata e che raffigurava la dea Athena che indossava un elmetto con la scritta greca Morgantinon, probabilmente il nome greco con cui veniva chiamata la città durante l’insediamento ellenico.
La potenza economica della città in quel periodo venne confermata anche dalla ritrovamento di un tetradramma, ovvero un’antica moneta usata nella Grecia arcaica e che aveva un valore molto più alto rispetto a tutte le altre monete in circolazione. Basti pensare che, l’unica città in tutta la Sicilia in cui circolo tale denaro, fu proprio Morgantina.
Seppur la notevole storia e i numerosi reperti conservati, Morgantina non riesce ad attrarre a se molti visitatori. Come scritto all’inizio, il sito è poco noto agli stessi siciliani. Tuttavia, un tour tra le rovine dell’antica Morgantina, grazie a dei biglietti cumulativi messi a disposizione dalla Sovrintendenza permette una visita anche al Museo di Aidone e alla famosa Villa del Casale.

 

Articolo di: Davide Villaggio

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