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SOLSTIZIO d’INVERNO: perchè oggi è il giorno più corto dell’anno?

Lo senti quel pungente profumo di freddo nell’aria, il grigio negli occhi e quei lunghi tramonti? E’ l’inverno che arriva.                        (S. Littleword)

E un’altra stagione è arrivata: questa mattina alle 05.19 si è verificato il solstizio d’inverno nel nostro emisfero,  momento in cui il Sole, durante il suo percorso apparente lungo l’eclittica, raggiunge il punto di declinazione minima sull’orizzonte. Questo è quello che viene definito il giorno più corto dell’anno, con maggiori ore di buio: da questi giorni in avanti le giornate riprenderanno pian piano ad allungarsi di qualche minuto, anche se tutto questo dipende dalle latitudini in cui ci troviamo. Come ormai sappiamo, la data dell’alternarsi delle stagioni può essere leggermente variabile, infatti quest’anno il solstizio cade il 22 dicembre e non il 21 come spesso si verifica; questo per via della differenza tra l’anno solare e quello siderale: sul primo si basa il calendario che utilizziamo, mentre il secondo sancisce il periodo orbitale della Terra che è di circa 365 giorni, 6 ore e qualche minuto. Per convenzione, il calendario arrotonda la durata dell’anno a 365 giorni, lasciando fuori le circa 6 ore di scarto: ciò provoca un ritardo che si accumula facendo variare le date di solstizi ed equinozi; ci si riallinea poi ogni 4 anni con l’aggiunta di un giorno al mese di febbraio, ovvero con l’anno bisestile.    

L’analemma, ovvero il disegno del moto del sole durante l’anno, ci fa capire la posizione della nostra stella ai solstizi. Credit: astronomiacasarano.it

Nel giorno del solstizio d’inverno il Sole sembra compiere una piccola fermata nel cammino apparente sulla volta celeste: da qui il significato del termine solstizio, che dal latino si traduce in sol, Sole, e sistere, stare fermo: è come se nei giorni attorno all’inizio dell‘inverno astronomico la nostra stella facesse una pausa nel cielo, per poi invertire il suo percorso e riavviare il suo moto di avvicinamento all’equatore celeste.                                                                                                                                                Nel momento del solstizio d’inverno  il Sole si troverà direttamente sopra al Tropico del Capricorno, ad una latitudine di 23,5 gradi sud, e cioè alla sua massima distanza al di sotto dell’equatore celeste. Nel nostro emisfero questo giorno corrisponde al minimo dell’irradiamento solare, con la nostra stella che sorge nel punto più meridionale dell’orizzonte est, culminando alla minima altezza al mezzogiorno locale.   

Un semplice schema per capire l’andamento delle stagioni, in questo caso dei solstizi. Credit: slideplayer.it

Sulla Terra l’ avvicendarsi delle stagioni è dato dall’inclinazione dell’asse terrestre del pianeta, e questa è una caratteristica anche di altri pianeti del sistema solare, che produce l’alternarsi delle stagioni: su Marte, ad esempio, le temperature durante l’inverno possono arrivare a valori di -140 gradi, e il freddo provoca la precipitazione dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera, dando origine a nevicate di ghiaccio secco che ricoprono il pianeta rosso di una grezza coltre di neve.
Poi c’è Urano, il gigante ghiacciato dalle stagioni estreme: il pianeta ha un asse di rotazione quasi totalmente perpendicolare al piano orbitale che lo induce a rotolare goffamente su di un fianco, e così facendo mostra uno dei suoi poli verso il Sole per metà del periodo di rivoluzione; questo porta fasi stagionali molto lunghe che corrispondono a quasi una ventina di anni terrestri.
Inoltre, data la grande distanza di Urano dal Sole, non vi è molta differenza tra le temperature estive e quelle invernali, tanto che i valori rimangono invariati intorno ai -220 gradi. Quel che ha una mutazione variabile sono invece le formazioni nuvolose, che subiscono la forza dei venti fortissimi che si abbattono sul pianeta e delle furiose tempeste che vi imperversano, dalle dimensioni dei nostri interi continenti.      

Una suggestiva immagine del Teatro di Andromeda. Credit: teatrodiandromeda.it

Tornando sulla Terra, possiamo dire che nel nostro emisfero le temperature invernali variano in base alle latitudini come ben sappiamo, e in fondo non ci è andata molto male, visto che l’arrivo dell’inverno viene celebrato con la festa per eccellenza, il Natale, che rappresenta un ottimo momento anche per dedicarsi agli sport invernali sulla neve oltre che alle osservazioni astronomiche, considerando che il cielo d’inverno offre uno spettacolo vario di costellazioni ed oggetti del cielo profondo.       Il solstizio d’inverno rappresenta anche un evento  che viene celebrato da sempre, fin dall’antichità, così come tutte le stagioni ed in diversi luoghi: è il caso ad esempio del Teatro di Andromeda in Sicilia, un luogo unico ed affascinante, dove si crea una sorta di magia derivante dalla suggestione del Teatro all’aperto che va a fondersi con la scienza ed il mito. E’ un’esperienza che vi consigliamo di provare: ogni anno vengono organizzati diversi eventi per celebrare l’ingresso delle nuove stagioni, che diventano rapidamente sold-out. Insomma, l‘inverno, stagione da molti definita fredda e triste, ha comunque diversi aspetti affascinanti da proporci. Vi auguriamo quindi un buon Natale e una bella stagione invernale.

Articolo di: Teresa Molinaro
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