Quantcast
Verso un possibile cambio di scenario dopo CAPODANNO: segnali di FREDDO in arrivo e implicazioni per la Sicilia
Home / Rubriche / Analisi e Tendenze modellistiche / Verso un possibile cambio di scenario dopo CAPODANNO: segnali di FREDDO in arrivo e implicazioni per la Sicilia

Verso un possibile cambio di scenario dopo CAPODANNO: segnali di FREDDO in arrivo e implicazioni per la Sicilia

Da diversi giorni, analizzando con continuità la modellistica numerica, emerge con crescente chiarezza un possibile cambio di regime circolatorio.
Non si tratta di un segnale improvviso, ma del risultato di una lenta costruzione dinamica che lascia “fiutare” un passaggio verso una fase più meridiana e meno zonale, con assetti favorevoli a irruzioni fredde verso il Mediterraneo.

Alla base di questo processo si collocano fattori ben definiti: uno stato di AAM negativo, variazioni del momento zonale e la successiva formazione di un blocco scandinavo, struttura chiave nel deviare il normale flusso occidentale e nel predisporre l’atmosfera a una profonda riorganizzazione del sistema d’onda europeo.

Venti zonali stratosferici

Il ruolo del blocco scandinavo

Il blocco scandinavo rappresenta il primo vero motore del cambiamento.
La sua presenza persistente alle alte latitudini ha rallentato e distorto il getto polare, favorendo l’amplificazione delle onde planetarie e creando le condizioni ideali per l’innesco di una circolazione più ondulata, capace di convogliare masse d’aria artiche e continentali verso latitudini più basse.

La fase attuale degli indici teleconnettivi sta suggerendo un contesto meno zonale e più “aperto” per scambi meridiani di massa d’aria, rispetto a un regime dominato da una forte NAO positiva e da una AO positiva. Questo favorirebbe creste anticicloniche alle alte latitudini, come quella associata al blocco scandinavo, e profondi affondi verso latitudini più basse, diretta conseguenza dell’alterazione del normale percorso west‑to‑east del getto polare.

 

In presenza di un blocco scandinavo persistente, infatti, il getto tende a dividersi e incurvarsi, creare “porte di ingresso” per il freddo verso il sud dell’Europa e il Mediterraneo, esattamente ciò che modelli e proiezioni stanno evidenziando nei run più recenti per la fine di dicembre e l’inizio dell’anno.

Il blocco stesso non “produce” il freddo, ma deforma la circolazione generale in modo tale che le saccature artiche possano propagarsi più facilmente verso le nostre latitudini, con un segnale più coerente quando NAO e AO si mantengono su valori neutri o negativi piuttosto che positivi, scenario che si è osservato con discreta frequenza nei dati teleconnettivi degli ultimi mesi.


Riorganizzazione del flusso e sensibilità del sistema

La fase attuale è dominata da un equilibrio estremamente delicato.
I cluster continuano a oscillare tra una soluzione con affondo orientale sui Balcani e una più occidentale, capace di coinvolgere pienamente l’Italia e il Mediterraneo centrale. Quest’ultima, al momento, resta leggermente più supportata, pur in un contesto ancora altamente dinamico, basterebbero infatti movimenti ulteriori verso ovest per vedere il nucleo gelido favorire maggiormente la Penisola Iberica e la Francia.

Freddo pienamente invernale sulla Sicilia

Nel caso in cui lo scenario più occidentale dovesse consolidarsi, la massa d’aria in arrivo sulla Sicilia presenterebbe caratteristiche pienamente invernali. Le proiezioni suggeriscono la possibilità di isoterme a 850 hPa prossime a −4/−5 °C, con geopotenziali che potrebbero scendere verso 532 dam o poco oltre.

Questa combinazione indicherebbe una colonna d’aria fortemente raffreddata e dinamicamente compatta, capace di sostenere un abbassamento deciso dello zero termico e di favorire un raffreddamento efficace anche nei bassi strati.

Possibili quote neve in Sicilia

In un contesto simile, con ipotetiche termiche prossime −4/−5 °C a 850 hPa e DAM intorno a 532, le precipitazioni nevose potrebbero attestarsi intorno ai 600–700 metri, con possibili nevicate a quote più basse anche prossime ai 300/500 metri in caso di rovesci intensi.

Sull’Etna, la configurazione sarebbe pienamente favorevole a nevicate abbondanti, con accumuli consistenti già dai 600–800 metri. Neve ovviamente con accumuli importanti anche su Madonie e Nebrodi.

Sicilia tra margine e protagonista

Con impianti di questo genere la Sicilia si colloca, come spesso accade, in una posizione di confine.
Pochi aggiustamenti nella traiettoria della saccatura o nella struttura del getto potrebbero determinare il passaggio da un coinvolgimento marginale a un episodio di freddo più organizzato ed intenso.

È proprio questa grande incertezza che rende l’evoluzione sul medio-lungo termine particolarmente interessante e degna di un monitoraggio costante nei prossimi aggiornamenti.

Articolo di: Stefano Albanese
©centrometeosicilia.it
Seguiteci su: https://www.facebook.com/centrometeosiciliano/
Canale Telegram: https://t.me/centrometeosicilia