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CICLONE MEDITERRANEO in azione sulla Sicilia: possibile evoluzione in MEDICANE?
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CICLONE MEDITERRANEO in azione sulla Sicilia: possibile evoluzione in MEDICANE?

Un saluto a tutti i nostri lettori dalla redazione del CMS.
Il vortice di bassa pressione che sta attualmente interessando il Mediterraneo sarà l’assoluto protagonista per gran parte della settimana influenzando il tempo anche sulla nostra isola.

Cerchiamo di comprendere al meglio la natura di questo sistema perturbato, partendo dagli attuali valori di pressione che si attestano attualmente intorno ai 997 hPa con un minimo posizionato ad ovest della Sardegna.

Tale vortice è alimentato da masse d’aria fredde provenienti dal nord-Europa che vanno a scontrarsi a quella più calda proveniente dal Nord Africa e dal Mar Mediterraneo orientale. Questo conflitto tra masse d’aria di differente temperatura e umidità non farà altro che alimentare tale sistema depressionario apportando condizioni di diffuso maltempo a tratti intenso.

Perchè il ciclone mediterraneo resterà “incagliato” per giorni nel Mediterraneo?

  1. In primo luogo, il vortice si trova in una zona di transizione tra due sistemi meteorologici, ovvero l’alta pressione presente ad ovest in elevazione fin sul Regno Unito e quella presenta ad est fra Grecia e Turchia.
    Ciò farà sì che il vortice si muoverà lentamente tendendo a rimanere bloccato nella sua posizione attuale.
  2. Inoltre, il flusso di aria calda proveniente dal nord-Africa che alimenta il vortice, scontrandosi con l’aria più fredda proveniente dal nord-Europa, creerà una zona di “conflitto tra masse d’aria” la quale stabilizzandosi tenderà a mantenere il vortice in posizione, impedendogli di muoversi rapidamente.
  3. Infine, va considerato anche il ruolo della topografia della regione.
    Il Mediterraneo è circondato da catene montuose che influenzano il movimento delle masse d’aria; in particolare, la catena montuosa dell’Atlante a sud-ovest e quella dei Balcani a nord-est tenderanno a bloccare il movimento del vortice, impedendo il suo spostamento verso ovest o verso nord-est.

Tutti questi fattori combinati faranno sì che il vortice di bassa pressione tenderà di fatto a bloccarsi sul Mediterraneo per diversi giorni, causando piogge intense e persistenti su molte aree della regione. 

Il ciclone mediterraneo in questione evolcerà in TLC o MEDICANE?

Al momento non è possibile prevedere con certezza se il vortice di bassa pressione che sta interessando il Mediterraneo evolverà in un medicane, poiché ci sono molti fattori che possono influenzare la sua evoluzione.

I medicane si formano quando le temperature dell’acqua del Mediterraneo sono relativamente calde e le condizioni meteorologiche sono favorevoli alla formazione di un ciclone tropicale.
In genere, i medicane si sviluppano durante l’autunno, ma possono tuttavia anche verificarsi in altre stagioni.

Allo stato attuale mancano alcuni elementi che lascino presagire ad una tale transizione, in particolare quello legato alla temperatura del “core”.
La temperatura del core di un medicane, cioè la temperatura dell’aria all’interno dell’area di bassa pressione al centro del ciclone è solitamente più elevata rispetto all’aria circostante, a causa del calore latente rilasciato dalla condensazione dell’umidità.
In questo frangente registriamo variazioni nell’ambito di 1-2 gradi fra il core e l’area circostante della depressione, insufficienti per favorire la transizione a struttura barotropica.

La basse temperature del Mare pongono seri dubbi infine, sulla capacità delle acque di rappresentare l’unico canale di alimentazione di tale ciclone, sganciandolo “dall’alimentazione in quota” impedendone di fatto la sua barotropicizzazione

IN CONCLUSIONE:

Attualmente, non sembra probabile che il vortice di bassa pressione presente nel Mediterraneo evolva in un medicane.
Sono diversi motivi per cui questa evoluzione non sembra imminente:

  1. Temperatura dell’acqua: la formazione di un medicane richiede temperature dell’acqua relativamente elevate, poiché la circolazione ciclonica del ciclone dipende in gran parte dal calore dell’acqua.
    Anche se le temperature dell’acqua del Mediterraneo sono generalmente abbastanza elevate in questa stagione, attualmente non sembrano raggiungere il livello minimo richiesto per la formazione di un medicane.
  2. Pressione atmosferica: la formazione di un medicane richiede una pressione atmosferica relativamente bassa al livello del mare, poiché questo favorisce la risalita dell’aria calda e umida dalla superficie dell’acqua.
    Tuttavia, al momento, la pressione atmosferica nell’area interessata dal vortice depressionario non sembra sufficientemente bassa per favorire la formazione di un medicane.
  3. Ventilazione: la formazione di un medicane richiede anche flussi di vento relativamente deboli e uniformi, poiché i venti troppo forti e turbolenti possono disgregare il ciclone. Attualmente, non sembrano esserci flussi di venti favorevoli alla formazione di un medicane, poiché si verificano variazioni significative nella direzione e nell’intensità dei venti in diverse zone del Mediterraneo.
  4. Posizione geografica: la posizione geografica dell’area interessata dal vortice depressionario potrebbe limitare la sua capacità di evolvere in un medicane, poiché il ciclone potrebbe incontrare resistenze causate dalla presenza di altre masse d’aria.

 

Articolo di: Stefano Albanese

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