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Eraclea Minoa (AG): tra storia, natura e fenomeni di erosione marina
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Eraclea Minoa (AG): tra storia, natura e fenomeni di erosione marina

Eraclea Minoa fu un’antica città greca della Sicilia sud-occidentale, fondata, secondo Erodoto, dai Selinuntini che la chiamarono originariamente Minoa. Le sue rovine si trovano nell’area archeologica di Cattolica Eraclea (comune di 3.668 abitanti in provincia di Agrigento). In epoca antica, la città era protetta da imponenti mura che delimitavano l’area dalla parte più occidentale dell’altopiano fino al bordo più orientale delimitato dal fiume Platani, con torri e porte di accesso alla città, resti di quartieri di abitazione nonché di un teatro: quest’ultimo è senza dubbio il fiore all’occhiello di questo straordinario sito (fu riportato alla luce nel 1957, la sua struttura ricorda i teatri greci più famosi). Riparato dalle intemperie esterne da un imponente copertura, è tutt’oggi in uso quale sede di spettacoli estivi, che hanno come sfondo la falesia di Capo Bianco e le splendide spiagge sottostanti. Il materiale ritrovato durante gli scavi è conservato nell’Antiquarium che è possibili visitare facilmente trovandosi all’ingresso del sito con all’interno numerosi reperti rinvenuti durante le varie campagne di scavo:  vasellame, ceramiche, statuette fittili, arredi tombali, arnesi e suppellettili.

Il sito di Eraclea Minoa offre anche un eccezionale panorama: da una parte l’arco azzurro del golfo e dall’altra le candide rocce di Capo Bianco a strapiombo sul mare. Tali litorali però, continuano ad essere interessati da una lenta ma costante erosione delle coste, che raggiunge il suo culmine sopratutto su questi tratti di mare. Dagli anni ’80 ad oggi l’acqua ha inghiottito più di 100 metri di spiaggia dorata ed almeno 40 metri di bosco (meraviglioso, che sorgeva a pochi metri dal mare). Nelle ultimi anni (ma anche settimane) sono stati realizzati interventi di pulizia straordinaria per rimuovere detriti, rami e tronchi dal litorale devastato nei mesi scorsi dall’erosione costiera ma svariati rimasugli di alberi rimasti sotto la sabbia riaffiorano ad ogni mareggiata mettendo in pericolo l’incolumità pubblica e allontanando sempre di più turisti locali e non da questo meraviglioso angolo della Sicilia, che ne siamo certi, prima o poi ritornerà a splendere e tornare a brillare come merita.

 

Articolo di: Davide Pitarresi

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