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Il nostro sistema solare sta ospitando la curiosa ‘cometa di San Valentino’: come e quando osservarla

Individuata per la prima volta dall’astronomo amatoriale giapponese Masayuki Iwamoto nel novembre 2018, la cometa di ‘San Valentino’ (soprannominata così per la concomitanza del suo passaggio con il periodo della ricorrenza annuale di San Valentino), il cui nome tecnico è ‘C/2018 Y1’, si mostrerà con il suo barlume nelle notti di febbraio e marzo. In particolar modo, durante le ore notturne di questa settimana l’osservazione della cometa Iwamoto sarà favorevole per via della sua minima distanza dalla Terra, che conta circa 45 milioni di chilometri di lontananza; sfortunatamente sul fine settimana la Luna in fase crescente ne disturberà, in parte, la visione ma riconsegnarerà il palcoscenico alla cometa Iwamoto dalla metà della prossima settimana, permettendo nuovamente l’individuazione della cometa in direzione della costellazione del Leone, presente ad est dopo il tramonto.

La galassia NGC 2903. Credit: wikimedia commons_Judy Schmidt

Inoltre, come accennato precedentemente, la C/2018 Y1 sarà osservabile anche per tutto il mese di marzo, anche se apparirà sempre più fioca e distante, fino a scomparire. Come se non bastasse l’astro chiomato debutterà in cielo in un raro duetto (prospettico) con la galassia a spirale barrata NGC 2903: un sistema stellare simile alla Via Lattea dimorante nella costellazione del Leone a circa 20,5 milioni di anni luce dal Sistema solare. Per la cometa Iwamoto non è consuetudine visitare il nostro Sistema Solare; tanto è vero che compie un’orbita totale attorno al Sole ogni1.371 anni. L’ultima apparizione è stata nell’anno 648 e la prossima avverrà tra più di mille anni, nel 3.390. Siamo pertanto di fronte ad un valido motivo per sfidare le rigide condizioni termiche invernali, naturalmente ben coperti e muniti di un piccolo telescopio o di un semplice binocolo, con lo scopo di rintracciare questo affascinante avvenimento astronomico irripetibile e per molti versi unico nel suo genere.

 

Articolo di: Alessia Tumminello

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