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INVERSIONE TERMICA: perchè a volte in pianura fa più freddo che in montagna?
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INVERSIONE TERMICA: perchè a volte in pianura fa più freddo che in montagna?

Lo strato di atmosfera che si estende fino ad un’altitudine media di 12 Km è chiamato troposfera. Qui avvengono i più comuni fenomeni meteorologici, poiché è contenuto quasi tutto il vapore acqueo; si ha la formazione delle nuvole e si generano tutte le forme di precipitazione: pioggia, neve e grandine. Nella troposfera normalmente la temperatura diminuisce salendo di quota, mediamente di 6 °C per ogni chilometro di altezza, sebbene sia comunque un valore soggetto a variazioni.
Durante le ore diurne il sole scalda il suolo, che emette calore scaldando a sua volta l’aria a contatto con esso. 
L’aria scaldata dal suolo, si solleva perdendo parte del suo calore man mano che sale di quota.
Ne consegue quindi che l’aria più vicina al suolo risulti più calda rispetto a quella più lontana da esso. Anche nelle ore notturne durante il raffreddamento del suolo e delle masse d’aria sovrastanti, si mantiene solitamente la stessa condizione.
Può accadere tuttavia che, salendo di quota, la temperatura anziché diminuire, al contrario tende ad aumentare. Questo fenomeno è noto come inversione termica

L’inversione termica si può verificare in particolari condizioni, soprattutto nelle pianure e nelle valli subito dopo il tramonto del sole, quando il suolo non può più ricevere calore, ma può soltanto perderlo.
Tale fenomeno risulta essere più intenso durante la stagione invernale quando il calore immagazzinato dal suolo risulta minimo, specie quando si è in presenza di neve fresca in grado di riflettere quasi interamente la radiazione solare.
Affinchè si sviluppi il fenomeno dell’inversione termica occorre essere in presenza di un campo di alta pressione, con cielo sereno e venti deboli o assenti. L’assenza di nuvole permette che il calore si disperda più rapidamente, anziché rimanere imprigionato negli strati più bassi, mentre l’assenza di venti permette che l’aria si mantenga più fredda in prossimità del suolo non essendovi rimescolamento.
L’inversione termica può perdurare per tutta la notte, quando si mantengono le condizioni atmosferiche favorevoli, mentre un veloce cambiamento del tempo pone fine rapidamente al fenomeno.
Tale fenomeno può perdurare anche fino al mattino col sorgere del sole, specie in presenza di nebbia fitta che impedisce il riscaldamento del suolo.
Una conseguenza dell’inversione termica è appunto la formazione di nebbie dopo il tramonto o durante la notte, come accade in Pianura Padana, in presenza di valori di umidità molto alti e vicini alla saturazione.   Quando l’inversione termica si ripete per diversi giorni, e si ripresenta o persiste la nebbia per tutto il tempo, nelle aree industrializzate aumentano fortemente i livelli di inquinamento, dato che gli scambi d’aria vengono notevolmente ridotti, e si verifica così il fenomeno dello smog, ossia la sospensione di particelle inquinanti nell’aria presenti nella nebbia, causando fastidi durante la respirazione, soprattutto a chi ha già disturbi e malattie a carico dell’apparato respiratorio.

 

Articolo di: Davide Morreale

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