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La Terra ha una nuova piccola LUNA e lo abbiamo scoperto solo adesso.

Un team di ricercatori dell’Arizona, più precisamente astronomi del Catalina Sky Survey, ha condotto uno studio pubblicato su Minor Planet Center, dal quale è emerso che la Terra ha un’altra Luna.
L’oggetto in questione è stato denominato 2020 CD3, e pare orbiti attorno al nostro pianeta da almeno tre anni: si tratta di un asteroide che è stato catturato dalla forza di gravità della Terra. Tale oggetto ha una larghezza compresa tra 1.9 e 3.5 metri e il suo movimento attorno alla Terra sembra possa durare per circa 47 giorni.
La nuova miniluna è davvero molto piccola quanto effimera, poiché si appresta a lasciare la nostra orbita già tra poche settimane;    un caso simile era già avvenuto un po’ di anni fa, quando era stato individuato un oggetto, un asteroide chiamato RH120, il quale ha orbitato intorno alla Terra per circa un anno tra il 2006 e il 2007 per poi allontanarsi definitivamente.
La nostra nuova piccola luna ha un albedo (potere riflettente) pari a quello di un asteroide di tipo C. Alla data del 1 marzo, 2020 CD3 si trovava ad una distanza di 1,26 milioni di km dalla Terra, muovendosi alla velocità di 507 m/s.  

Immagine composita di tre fotografie scattate con diversi filtri, risalente al 24 febbraio 2020, che mostra la miniluna 2020 CD3. Credit: geminiinternationalobservatpry.it

Dal team di ricercatori del Queen’s University di Belfast nel Regno Unito, fanno sapere che: “Non è stato trovato alcun collegamento con un oggetto artificiale noto. Questo implica che si tratti probabilmente di un asteroide catturato dalla gravità terrestre. Si tratterebbe dunque del secondo caso di satellite acquisito dal nostro pianeta”.  Secondo l’astronomo Grigori Fedorets dell’Osservatorio Gemini 2020 CD3 è quasi certamente un oggetto di natura rocciosa anche se sono state vagliate ipotesi riguardo alla natura artificiale dell’oggetto in questione, come ad esempio un detrito spaziale.
Lui ha comunque riferito che : “Ad ogni modo si tratta di un oggetto molto interessante e per il quale necessitiamo di una maggiore quantità di dati per determinarne la natura”.
Il caso della miniluna non è poi così anomalo: bisogna considerare che lo spazio vicino alla Terra è un luogo affollato da molti asteroidi che vi sfrecciano in continuazione.
Dalle ultime stime della NASA emerge che gli asteroidi vicini alla Terra siano circa 22.000, e può accadere che, con così tante rocce spaziali nelle vicinanze, ogni tanto qualcuna viene catturata dalla gravità terrestre; tuttavia la maggior parte di esse non soggiorna nella nostra orbita abbastanza a lungo da avere il privilegio di diventare una miniluna.
La scoperta, come dicevamo all’inizio, è stata riportata sul sito del Minor Planet Center, l’organizzazione dell’Unione Astronomica Internazionale che raccoglie e conserva i dati osservativi sui corpi minori del Sistema Solare, e che ha classificato l’asteroide 2020 CD3 come Temporarily Captured Object (TCO), ovvero come oggetto temporaneo. Gli oggetti come RH120 e come 2020 CD3 sono molto difficili da individuare, perché molto piccoli e scuri, tanto che la ricostruzione dell’orbita indica che la nuova miniluna stia compiendo il suo moto intorno alla Terra da ben tre anni, ma per i motivi di cui sopra,  non era stata mai notata prima.  

Un’illustrazione della Terra con due Lune. Credit: pinterest

Sempre secondo la ricostruzione effettuata dagli esperti, è evidente che la luminosità della piccola luna si sta affievolendo man mano che si allontana dalla Terra; è stato previsto infatti che il piccolo oggetto celeste uscirà dall’orbita terrestre entro aprile 2020.
Le minilune, secondo gli esperti, potrebbero essere un’ importante opportunità per l’esplorazione degli asteroidi.
E’ chiaro che non la vedremo mai brillare nel cielo, ma sapere che li fuori, una piccola luna ci fa da compagna di viaggio, fa un certo effetto; purtroppo non abbiamo avuto il tempo di apprendere della sua presenza intorno al nostro pianeta, che 2020 CD3 sta già per lasciarci: e allora buon viaggio piccola luna!  

Articolo di: Teresa Molinaro
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