Amarcord: 9 anni fa un’alluvione colpiva il messine ionico, le vittime furono trentasette

Esattamente nove anni fa, alcuni paesi dell’hinterland messinese venivano scossi da una terribile alluvione. I comuni di Giampilieri, Scaletta Zanclea, Altolia, Molina e tanti altri centri dell’alto versante ionico furono interessati da piogge di inaudita potenza per intensità e durata che provocarono la morte di 37 persone (anche se non furono mai rinvenuti 6 corpi), travolte dal fango e da colate di detriti scese dai monti Peloritani. Ma cosa provocò questa immane strage? Un profondo vortice depressionario nei pressi delle isole Baleari richiamò un massiccio flusso di correnti umidi sciroccali al suolo (che sul versante ionico arrivano dal mare) mentre in alta quota la ventilazione si presentava prettamente da sud-ovest. Ciò comportò una fortissima ‘area di convergenza’ che sfociò in una violentissima cella temporalesca autorigenerante che riuscì a scaricare al suo accumuli pluviometrici fino ad oltre i 300mm in meno di 3 ore. Fu una notte di morte e terrore sul messinese.

Giampilieri la mattina del 1 Ottobre 2009. Credit: https://tgme.it/

Quantità elevatissime di acqua e fango distrussero centinaia di edifici annientando tutto durante il loro cammino, alcuni costoni rocciosi franarono sulle abitazioni,  molte furono le persone rifugiate sopra i tetti della case su alcune delle frazioni raggiungibili soltanto per via aerea. L’evento si registrò in una zona a elevato rischio idrogeologico (eccetto Giampilieri che incredibilmente prima di quella data non rientrava negli elenchi), già colpita in precedenza da eventi franosi e alluvionali anche un paio di anni prima di questa immane tragedia. L’incuria del territorio, gli incendi dell’estate precedente e la mancata messa a punto dei piani di protezione ambientale e di messa in sicurezza del territorio, seppur uniti all’irreversibile forza della natura, furono alla base di questa ennesima tragedia all’italiana rimasta, ancora una volta, impunita con l’assoluzione di tutti gli indagati.

 

Articolo di: Davide Pitarresi

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