La pioggia: scopriamo come si forma e le sue varie catalogazioni

Alla luce degli eventi alluvionali accaduti in Sicilia nel giorni scorsi, per la nostra rubrica di “didattica” vi parleremo della principale manifestazione atmosferica dei mesi autunnali e invernali, ovvero della pioggia. Ma cos’è e come si genera la pioggia?
Diciamo intanto che si definisce pioggia una precipitazione atmosferica che raggiunge il suolo in forma liquida. La pioggia si origina per l’accrescimento di goccioline d’acqua o cristalli di ghiaccio all’interno delle nubi. Queste goccioline, una volta superato un certo peso ed essere divenute quindi troppo pesanti per essere trattenute dai moti all’interno delle nubi, cadono verso il suolo sotto forma di pioggia. A volte le precipitazioni, una volta uscite dalla nube, possono incontrare nella loro discesa una zona d’aria più secca vicino al suolo che fa sì che la pioggia evapori prima di toccare terra. Questo fenomeno è detto virga ed è visibile come una cortina scura sospesa alla base della nube. La virga tuttavia, non rientra nella categoria delle precipitazioni, anche se alle volte l’evaporazione delle goccioline di pioggia sospese possono alla fine favorire l’umidità negli strati più secchi, facendo progredire il fenomeno fino a che la pioggia non raggiunge il suolo.
CLASSIFICAZIONE DELLA PIOGGIA

La pioggia è classificata a seconda delle dimensioni delle gocce e del grado di visibilità associato al fenomeno.
La più fine pioviggine è la bruma, ma più comune è la semplice pioviggine, composta da gocce tra 0,1 e 0,5 mm di diametro, e a sua volta si divide in pioviggine debole, moderata o forte in base alla visibilità.
Gocce di pioggia più grandi, quindi da 0,5 a 5 mm, possono costituire da semplice pioggia debole, moderata o forte a rovesci di pioggia (i rovesci vengono così definiti oltre che per l’intensità, in base alle nubi che li generano) e in genere sono quasi sempre di intensità moderata o forte.
Ora che abbiamo distinto il fenomeno piovoso in base al diametro delle gocce e stabilendone l’intensità, cerchiamo di fare una catalogazione più dettagliata e rigorosa in base al rain/rate (i millimetri di pioggia caduti in un’ora):

  • Pioviggine: 1 mm ogni ora
  • Pioggia debole: 1 – 2 mm/h
  • Pioggia leggera: 2 – 4 mm/h
  • Pioggia moderata: 4 – 6 mm/h
  • Pioggia forte: 6 – 9 mm/h
  • Rovescio: 10 – 29 mm/h
  • Nubifragio: > 30 mm/h

Le piogge, infine possono essere classificate anche in frontali e temporalesche.
Le piogge frontali provengono da nubi stratiformi, gli stratocumuli e i nembostrati, con precipitazioni estese per parecchi chilometri e di intensità continua e regolare tra il debole e moderato.
I rovesci originati da nubi cumuliformi interessano invece aree ristrette di territorio e durano da pochi minuti a qualche ora. Le precipitazioni sono a carattere di rovescio tra moderato e forte, anche molto forte, con intensità superiore anche ai 30 mm all’ora; raggiungendo quindi talvolta anche carattere di nubifragio.

 

Articolo di: Veronica Adamuccio 

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