Quantcast
A NISCEMI interventi straordinari, anche con L'ESERCITO, per una FRANA DA RECORD ancora attiva
Home / Natura e territorio / A NISCEMI interventi straordinari, anche con L’ESERCITO, per una FRANA DA RECORD ancora attiva

A NISCEMI interventi straordinari, anche con L’ESERCITO, per una FRANA DA RECORD ancora attiva

Mentre il corpo di frana continua ad avanzare e la corona di frana ad arretrare verso l’interno dell’abitato estendendo ulteriormente la zona rossa e con essa il numero di sfollati ed edifici compromessi per sempre, si pensa ad interventi straordinari.

Come già spiegato in un precedente articolo e’ una frana da record. I metri cubi movimentati sono oltre 325 milioni, una volta e mezza la frana del Vajont e il fronte di frana ha già raggiunto un’estensione di 4 km di lunghezza. Gli sfollati solo oltre 1500 molti dei quali non rivedranno mai più la loro casa. Per altri, residenti in zona rossa (zona ad alto rischio crollo) si spera ancora.

La priorità al momento, oltre all’assistenza degli sfollati (dice Fabio Ciciliano- capo del dipartimento nazionale di Protezione civile) è il ripristino dell’energia elettrica e delle tubazioni del gas danneggiate. L’erogazione infatti e’ stata interrotta per via precauzionale e si stanno effettuando tutti i controlli per permettere la riattivazione.

Analogamente si sta lavorando al ripristino della viabilità per evitare che il Comune rimanga isolato come già lo e’. Infatti le due strade principali di accesso al paese, la SP 10 e la SP 12 risultano impraticabili e a tratti inesistenti. La prefettura di Caltanissetta ha chiesto l’intervento dell’Esercito.

Il 4º reggimento Genio della Brigata Aosta provvederà a migliorare la viabilità realizzando un bypass per evitare l’isolamento dell’abitato, Inoltre, fanno sapere dalla prefettura, grazie alle macchine operatrici del Genio, le piste agricole attorno a Niscemi verranno trasformate in carrabili per permettere alla popolazione di transitare, anche a supporto dell’economia locale.

Monitoraggio

All’Università di Firenze e’ stato affidato il monitoraggio tecnico scientifico del fenomeno per meglio comprenderne la complessità e l’evoluzione al fine di caratterizzarne il movimento, programmare interventi di messa in sicurezza e, se sarà possibile, ridurre via via che si hanno dati scientifici la zona rossa. Questo potrebbe consentire il rientro in sicurezza di alcuni abitanti. Per questo tipo di frana, dato le enormi dimensioni, ci si e’ affidati ai satelliti radar del’ agenzia spaziale Italiana, Agenzia spaziale Europea ed Argentina che consentono il monitoraggio puntuale e continuo del corpo di frana e dell’intero abitato

Sistema SAR

Il Centro di Competenza DST-UNIFI ha installato un sistema radar basato a terra (GBInSAR LiSALab) in collaborazione con la Società ElleGi srl – LiSALab.

Questo sistema acquisisce continuamente i dati elaborando così un’immagine radar.

In questo modo si ha un controllo millimetrico della massa in spostamento con frequenze da minuti a ore, a seconda dell’assetto strumentale; molto importante per la gestione delle emergenze, pur richiedendo l’installazione di strumentazione in situ.

Per la seconda strumentazione dell’ISPRA, nella parte nord di Niscemi, il monitoraggio si serve anche della metodologia a colonna multiparametrica. Se con le prime due la frana viene osservata all’esterno, in questo caso si scende nel sottosuolo.

Le colonne multiparametriche sono infatti strumentazioni che funzionano come vere e proprie sonde diagnostiche calate nel cuore della frana. Inserite all’interno di fori di sondaggio, queste catene di sensori monitorano in continuo non solo le deformazioni a diverse profondità, individuando la superficie di scivolamento, ma anche le pressioni dell’acqua nel terreno.

Fonte: snpa

Una doppia lettura simultanea che è fondamentale per i sistemi di allertamento, poiché permette di correlare l’innalzamento della falda all’attivazione del movimento, fornendo dati importanti per prevedere l’evoluzione del fenomeno.

L’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR, (Irpi-Cnr), in qualità di Centro di Competenza del Dipartimento ha attivato una rete di monitoraggio topografico per la misura delle velocità di spostamento nelle diverse aree del corpo di frana e rilevamenti diretti sul campo.

Inclinometri

Un inclinometro è uno strumento progettato per misurare la deformazione orizzontale del terreno lungo un foro. Il principio di funzionamento si basa sulla capacità di rilevare variazioni di inclinazione della sonda all’interno di un tubo guida inserito nella perforazione. Tali variazioni vengono trasformate in spostamenti orizzontali attraverso calcoli differenziali, fornendo una lettura precisa del comportamento del terreno in profondità.

Questo tipo di misura consente di individuare la posizione della superficie di scorrimento all’interno della massa instabile; quantificare lo spostamento cumulato nel tempo; definire il profilo di deformazione e la sua evoluzione.

Come già spiegato il cuore pulsante del movimento del corpo di frana e’ l’acqua che agisce come lubrificante. Gli interventi più urgenti da compiere riguardano l’allontanamento di essa all’esterno del corpo di frana e l’alleggerimento dei carichi sovrastati con drenaggi profondi (pozzi e gallerie)opportunamente dislocati che consentano di ridurre le pressioni neutre e quindi di migliorare nel complesso le condizioni di stabilità.

Questa tecnica consiste nell’infliggere nel corpo di frana, mediante la tecnica dei sondaggi a rotazione, una serie di dreni lunghi e sottili poco inclinati così da raggiungere gli strati più imbibiti di acqua in modo da scaricarla all’esterno.

Altri interventi riguarderanno la regimentazione e convogliamento delle acque superficiali mediante fossi di guardia, canali superficiali, dreni intercettori e risagomatura del versante. (esempio nella figura sotto)

La questione economica piuttosto grave e’ che il comune non ha mai presentato richiesta di accesso ai 99 milioni di euro di fondi del PNRR stanziati per gli interventi di messa in sicurezza. Eppure i fondi c’erano,

mancavano i progetti. In 9 anni dal Comune nessuna richiesta di intervento alla struttura regionale anche dopo frana 2019. “La Struttura commissariale, nell’azione di contrasto del dissesto idrogeologico, può attivarsi solo in presenza di una progettazione caricata sulla piattaforma Rendis e validata dall’Autorità di Bacino nonchè della relativa copertura finanziaria. E dal 2018 non abbiano ricevuto alcun input da Niscemi”.

A chiarire l’ iter di intervento dell’organismo regionale è l’ingegner Sergio Tumminello, soggetto attuatore della Struttura commissariale per il contrasto del dissesto idrogeologico che ha al suo vertice il governatore Renato Schifani. Nessuno, dunque, degli amministratori della città nissena si è attivato per chiedere aiuto alla struttura nata ad hoc. ( fonte ANSA 28 gen).

Un fascicolo aperto dalla procura di Caltanissetta lavorerà su quanto accaduto indagando per disastro colposo ma le responsabilità sono tante e a vario titolo; e oltre alla fragilità di un territorio insita nella sua struttura aggiungiamo anche l’incuria umana, svuotando la parola RESILIENZA del suo significato più profondo ossia la cura, la gestione e l’attenzione verso il proprio territorio che lentamente sta scomparendo e scivolando via come questa frana; in balia di calamità naturali, macchina amministrativa poco competente e burocraticamente lenta e volontà amministrative miopi.

 

Articolo di: Alfredo Geraci – Geologo
©centrometeosicilia.it
Seguiteci su: https://www.facebook.com/centrometeosiciliano/
Canale Telegram: https://t.me/centrometeosicilia