CELLA DI HADLEY
Gli anticicloni delle Azzorre e africano rappresentano due sistemi anticiclonici distinti della fascia subtropicale legati alla struttura della cella di Hadley, con caratteristiche fisiche e origini geografiche differenti.
La cella di Hadley è una circolazione media che caratterizza le masse d’aria della regione tropicale, dove si osserva appunto una struttura “a cella” che permette il trasporto di aria calda dall’equatore al polo. In particolare è caratterizzata dalla presenza di un ramo ascendente poco a nord dell’equatore (a meno delle oscillazioni annuali dovute alla differente posizione del sole sull’orizzonte) in corrispondenza di quella che è definita Intertropical Convergence Zone (ITCZ), ovvero una fascia caratterizzata da fenomeni convettivi frequenti ed intensi. Arrivata nella parte alta della troposfera l’aria calda viene trasportata verso il polo per poi ridiscendere nuovamente attorno ai 25-30° di latitudine si ha una regione di subsidenza sede dei principali campi anticiclonici semipermanenti della Terra, come quello delle Azzorre. La circolazione si chiude poi vicino alla superficie, con una corrente di ritorno verso l’equatore. La struttura è presente in maniera simmetrica anche nell’emisfero australe, a sud dell’equatore.

ANTICICLONE DELLE AZZORRE
L’anticiclone delle Azzorre è un’area di alta pressione di origine subtropicale oceanica che staziona nell‘Oceano Atlantico settentrionale, con il suo massimo di pressione mediamente in prossimità delle omonime isole. La sua origine, come descritto in precedenza deriva dalla circolazione atmosferica della cella di Hadley, lì dove si verifica un processo di subsidenza nel ramo discendente. Le masse d’aria che compongono questo anticiclone presentano caratteristiche tropicali marittime, con temperature non particolarmente elevate, a causa del contatto prolungato con le acque atlantiche dove difficilmente si superano i 25°C. Il sistema è caratterizzato da valori di pressione al livello del mare spesso superiori a 1025-1030 hPa, particolarmente elevati durante l’inverno quando la massa d’aria si raffredda a causa della minore radiazione solare in arrivo sulla superficie.

ANTICICLONE AFRICANO
L’anticiclone subtropicale africano è un’area anticiclonica dinamica di natura subtropicale continentale che interessa permanentemente l’Africa settentrionale occupata dal deserto del Sahara. Si forma attraverso il riscaldamento particolarmente intenso delle masse d’aria sopra il continente africano, dove il suolo desertico può raggiungere temperature superiori ai 60°C.
Le masse d’aria associate qui sono di tipo tropicale continentale, caratterizzate da temperature elevate e scarsa umidità. Il sistema presenta una peculiarità fisica fondamentale, ovvero elevati valori di altezza di geopotenziale (spesso anche oltre 590 dam a 500 hPa), ma pressioni al suolo relativamente basse (1010-1020 hPa), dovute alla presenza di aria calda nei bassi strati atmosferici. Proprio per quest’ultimo motivo alcuni sostengono che questa figura non sia una vera alta pressione ma in generale, soprattutto durante il periodo estivo, comporta comunque condizioni di tempo stabile e caldo intenso.
EFFETTI SUL MEDITERRANEO
L’espansione dell’anticiclone africano verso l’Europa meridionale durante l’estate genera effetti diversi, come temperature particolarmente elevate, spesso superiori ai +40/+42°C, geopotenziali elevati e notti tropicali persistenti con temperature minime superiori ai +25°C.
In alcune situazioni, si possono creare anche delle strutture ibride, più complesse da distinguere ma in generale è sempre necessario considerare tutti i vari parametri per una corretta valutazione e non soffermarsi solo alla pressione atmosferica al livello del mare.
Negli ultimi anni le osservazioni climatiche evidenziano un significativo spostamento verso nord della fascia degli anticicloni subtropicali, fenomeno legato all’espansione della cella di Hadley ciò comporta la riduzione della frequenza dell’anticiclone delle Azzorre sul Mediterraneo con conseguente aumento dell’invasività dell’anticiclone africano, sempre più presente nelle nostre estati.
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