La giornata di martedì 20 gennaio resterà negli annali della meteorologia siciliana come una delle più disastrose dal punto di vista meteorologico.
Genesi del ciclone Harry: il tutto ha preso vita dall’isolamento di una profonda saccatura nord-atlantica che, scavando verso sud, ha dato origine a un cut-off freddo in quota sul Nord Africa. Le acque superficiali del Mediterraneo hanno favorito un’intensa liberazione di calore latente, contribuendo alla rapida intensificazione del minimo barico al suolo nel Canale di Sicilia (996 hPa), un evento che potremmo definire nel gergo “ciclogenesi esplosiva”.
Il sistema ha mostrato da subito un forte gradiente barico tra il minimo e l’anticiclone balcanico, generando una ventilazione persistente e violenta dai quadranti orientali. L’interazione tra la circolazione ciclonica e l’orografia siciliana, in particolare sui versanti ionici e nord-orientali, ha innescato condizioni di stau prolungato, rendendo l’evento eccezionale per durata e intensità delle precipitazioni.

Accumuli pluviometrici massimi registrati nelle giornate di lunedì 19 e martedì 20 gennaio
Nel corso della giornata di martedì 20, gli accumuli pluviometrici hanno raggiunto valori eccezionali soprattutto sui settori ionici e montani della Sicilia orientale. La località di Fondachelli (ME), sui Peloritani meridionali a circa 600 m s.l.m., ha fatto registrare un accumulo di 423,5 mm. Sul versante sud-orientale dell’Etna, Mascalucia (CT) a 550 m s.l.m. ha raggiunto 394,2 mm, mentre Castiglione di Sicilia (CT), sul versante nord dell’Etna a 500 m s.l.m., ha totalizzato 383,7 mm. Nel Siracusano, tra Carlentini e Sortino, sono stati misurati 345,8 mm.
Raffiche di tempesta registrate
La ventilazione ha raggiunto intensità di tempesta su molte aree della regione. La raffica più intensa tra quelle osservate negli allegati è stata registrata presso Tripi frazione Campogrande (ME), dove si è toccato un valore di 135,7 km/h da nord-est. A breve distanza, la stazione di Messina ha rilevato una raffica massima di 129,6 km/h da est-nord-est.
Sui settori montani e ionici, Fiumedinisi (ME) ha registrato una raffica di 124,9 km/h, mentre Castelmola (ME) ha raggiunto 108,7 km/h in condizioni di esposizione diretta ai venti orientali. Nel Palermitano, Gibilmanna (PA) ha toccato 102,2 km/h, mentre Alia – Contrada Chianchitelle (PA) ha fatto segnare 103 km/h.
Sulla fascia costiera tirrenica, Cefalù (PA) ha registrato una raffica di 103 km/h, mentre nel Catanese sono state registrate raffiche fino a 111,6 km/h. Nel Siracusano, San Corrado di Fuori (SR) ha raggiunto 99 km/h, confermando come l’intero settore sud-orientale dell’Isola sia stato interessato da un flusso orientale molto intenso e persistente.

Mareggiate e record del moto ondoso nel Canale di Sicilia
Particolarmente rilevante è stato anche il capitolo mareggiate. Nel Canale di Sicilia si sono registrate condizioni di mare grosso o a tratti molto grosso, con un moto ondoso alimentato da un fetch particolarmente esteso.
Le boe ondametriche hanno evidenziato un’altezza significativa dell’onda prossima ai 9 metri (La boa di Mazara del Vallo ha registrato un’onda di 9.36 metri ), mentre i valori massimi di cresta hanno raggiunto e localmente superato i 15–16 metri, configurando le onde più alte mai registrate dalle boe ISPRA nel Mediterraneo.
Tali condizioni hanno provocato mareggiate violente lungo le coste meridionali e orientali dell’Isola, con gravi ripercussioni sulle infrastrutture portuali e sui litorali esposti.
Danni ingenti
La combinazione di piogge torrenziali, vento tempestoso e mare in tempesta ha arrecato effetti in alcuni casi devastanti specie sui litorali ionici. Numerosi comuni hanno registrato allagamenti diffusi, esondazioni di torrenti minori, frane e smottamenti, soprattutto nei settori collinari e montani.
Il vento ha causato la caduta di alberi, danni alle coperture e interruzioni delle reti elettriche, mentre le mareggiate hanno eroso tratti di costa e danneggiato opere marittime e lungomari.
Fonte dati: ISPRA, SIAS, Protezione Civile. Database CMS: https://www.centrometeosicilia.it/stations/database.php
Foto copertina: Augusto Scariolo
Articolo di: Stefano Albanese
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