Due devastanti SCOSSE DI TERREMOTO distruggono e mettono in ginocchio il VENEZUELA: cosa è accaduto?
Sono le 18:04 locali del 24 giugno in Venezuela quando la vita di milioni di cittadini è destinata a cambiare tristemente per sempre.
Due sismi di magnitudo potentissima 7.2 e 7.5, a distanza di 39 secondi l’uno dall’altro, con epicentro situato tra gli stati di Yaracuy e Carabobo, hanno interessato la regione poco distante da Caracas.
Immediatamente, saltate le comunicazioni ed i servizi a rete, si è subito capita l’enorme proporzione della tragedia.
Una zona residenziale densamente abitata, specialmente quella costiera, popolata anche da centinaia di connazionali. I dati ufficiali al momento parlano di 240 morti e 5000 feriti, ma inevitabilmente il bilancio sarà destinato a salire per via di molte persone intrappolate sotto le macerie. Gli irreperibili sono al momento oltre 50.000: persone, vite, famiglie e storie di cui non si sa più nulla.
Subito attivati i soccorsi, anche di carattere internazionale, per prestare aiuto ad una popolazione già duramente colpita economicamente.
Squadre del TEAM USAR LIGHT ITA-02 – composte da Vigili del Fuoco e personale del Soccorso Sanitario in Emergenza – sono partite dall’aeroporto militare di Pratica di Mare alla volta delle popolazioni colpite portando con sé aiuti, competenza, preparazione, esperienza e particolare capacità organizzativa e logistica. È un team abituato ed addestrato, secondo protocolli internazionali, alla ricerca, scavo e soccorso sanitario in condizioni difficoltose e particolarmente pericolose; oltre a ciò sono partiti medici ed infermieri specializzati nel soccorso in emergenza e rianimazione per fornire supporto agli ospedali della zona d’impatto.
Regione storicamente preparata a terremoti di forte intensità, essendo costruita su un limite di placca della cintura di fuoco, dove avvengono il 90% dei terremoti mondiali, il Venezuela è stato scosso dal 1900 da 5 terremoti di magnitudo superiore al 6° grado della scala Richter. La maggior parte è avvenuta al largo della costa, provocando anche tsunami, ma questo, secondo le informazioni che abbiamo, è avvenuto quasi sulla terraferma, aumentando esponenzialmente la forza distruttiva, unitamente alla sua profondità molto bassa (10 e 3 km).
Cosa è successo esattamente?
La geodinamica del limite meridionale della placca caraibica è il risultato dell’interazione di tre placche tettoniche: quella sudamericana, quella caraibica e quella Nazca.

A seconda del margine considerato, si osservano fenomeni di subduzione, dove una placca sprofonda sotto l’altra, come accade lungo i confini atlantici e centroamericani, originando fosse oceaniche, vulcani e terremoti profondi, ma anche sistemi di faglie trascorrenti, come quelle che attraversano il Venezuela settentrionale, Guatemala e la fossa delle Cayman, causando i violenti terremoti crostali superficiali come quello appena accaduto.
Il movimento relativo tra la placca caraibica e quella sudamericana è di circa 20 mm/anno, verso est, ed è assorbito quasi interamente dal sistema di faglie di Boconò (Poussè – Beltran et al., 2018).
Questo sistema di faglie separa tettonicamente il Blocco Andino settentrionale dalla placca sudamericana e prosegue da Caracas verso est, parallelo alla linea di costa con la faglia di San Sebastiano. Quindi la parte settentrionale del Venezuela si trova nella placca caraibica, il resto del paese in quella sudamericana, ed il motivo dei maggiori danni in corrispondenza della costa è proprio spiegato da ciò.
Dunque, davanti ad eventi di proporzioni immani che lasciano attoniti, poco si può fare se non comprendere gli effetti e migliorare le tecniche costruttive per limitarne i danni e le perdite, ed il Giappone ne è l’esempio.
Articolo di: Alfredo Geraci – Geologo
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