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La temibile CORRENTE DI RISACCA. Di cosa si tratta?
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La temibile CORRENTE DI RISACCA. Di cosa si tratta?

Anche se la stagione estiva si avvia alla sua conclusione, è sempre bene fare attenzione e soprattutto chiarezza sui pericoli che si celano dietro al mare particolarmente mosso. Parleremo oggi quindi della temibile CORRENTE DI RISACCA.
La corrente di risacca, detta anche corrente di ritorno, è una corrente marina molto pericolosa.
Si tratta di un intenso flusso d’acqua causato dal moto ondoso del mare, che si forma davanti alla spiaggia. Questo accumulo d’acqua lungo la costa provoca un vero e proprio aumento di pressione che deve essere compensato da un flusso di ritorno, che si dirige dalla riva verso il largo ad elevata velocità, trascinando con sé tutto ciò che incontra.

Fonte: inmeteo.net

Queste correnti si originano principalmente sui litorali marini sabbiosi, soprattutto quando sono delimitati da rocce sottomarine, che possono formare una sorta di canaloni sul fondale che rendono il tutto ancora più pericoloso. Infatti si può venire risucchiati e trascinati verso il largo all’improvviso da una corrente ad elevata velocità anche oltre 9 km/h, che rende difficile il ritorno verso la riva anche ai nuotatori più esperti.
Come si può riconoscere la corrente di risacca e quindi evitarla?
Guardando la superficie dell’acqua si può notare l’esistenza di una corrente diretta verso il largo: in quei punti la superficie dell’acqua è insolitamente liscia e ondulata e le onde inoltre sono come spezzate proprio a causa della forte corrente di ritorno. Si può anche riconoscerne la presenza guardando il profilo della spiaggia, che tende ad assumere la forma di insenature più o meno grandi a seconda della forza della mareggiata.
Ma cosa fare nel caso si finisse in una tale corrente?

Il metodo più corretto è nuotare parallelamente alla costa senza sprecare energie cercando di raggiungere subito la riva. Contrastare una tale forte corrente è infatti estremamente lungo e faticoso ed è molto meglio uscirne lateralmente il più presto possibile.

 

Articolo di: Veronica Adamuccio

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