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Le GELATE NOTTURNE: cosa sono e come si formano

Spesso nel culmine della stagione invernale assistiamo ad un fenomeno notturno (che si può protrarre anche al mattino) molto particolare: sui vetri delle nostre macchine si forma una patina di ghiaccio, o se osservate i prati o le piante potete osservare una patina sottile biancastra.
Tale “patina” viene definita brina ed è l’elemento che caratterizza le cosiddette gelate notturne.

Condizione primaria per cui possano verificarsi le gelate notturne è la dispersione del calore e ciò può avvenire in determinate condizioni meteo-climatiche, ovvero in fase anticiclonica e quindi in assenza di nuvolosità apprezzabile, e in assenza di venti.
In tali condizioni avverrà il cosiddetto “brinamento” del vapore acqueo che risulta più rapido su superfici fredde quindi al suolo, sui vetri e o sui tetti; tutto ciò con un punto di rugiada sempre maggiore della temperatura delle suddette superfici ma sempre inferiore agli 0 °C.

Siamo quindi in presenza della brina da irraggiamento segno inequivocabile delle classiche gelate notturne che possono verificarsi nelle grandi pianura italiane come in Pianura Padana, mentre in Sicilia assistiamo a tale fenomeno sopratutto nelle vallate dell’entroterra, specie sulla piana di Catania.

Credit: Emilia Romagna Meteo

Danni da gelate

I terreni maggiormente soggetti a gelate intense sono quelli coltivati e ricchi di vegetazione; in tali terreni infatti il freddo tende ad accumularsi con facilità rispetto ai terreni sabbiosi o compatti.
I frutti sono invece i primi a subire maggiori danni dalle gelate notturne, alternandone la conformazione o limitandone la crescita; tali danni risultano direttamente proporzionali alla durata e all’intensità della gelata.

Altre tipologie di gelate notturne

Esistono altre tipologie di gelate notturne, abbastanza rare in Italia, correlate alla cosiddetta brina d’avvezione, fenomeno che si genera in presenza di venti particolarmente freddi come il Buran, o la più conosciuta Bora, che soffia particolarmente forte nel Friuli, specie a Trieste.

 

Articolo di: Stefano Albanese

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