Lo SCIROCCO: scopriamo i segreti del VENTO caldo che proviene da SUD-EST

Lo scirocco è per definizione il vento che soffia da sud-est ed è uno degli 8 venti principali che vengono indicati nella rosa dei venti. Il suo nome deriva dalla Siria, che è la direzione da dove spira rispetto al mar Ionio.

Lo Scirocco ha origine solitamente da depressioni afro-mediterranee, o in generale da sistemi perturbati che si formano ad ovest del Mediterraneo. Essendo innescato dal richiamo caldo di natura prefrontale, lo scirocco viene definito in estate come il vento caldo per antonomasia, quindi determina un aumento delle temperature, che nel periodo estivo può causare vere e proprie ondate di calore.

In estate lo Scirocco difficilmente porta piogge, soffia in maniera debole o moderata ed è causa del caldo afoso lungo coste meridionali e orientali della Sicilia, essendosi caricato di umidità dopo aver attraversato il Mediterraneo.
Quando si presenta una condizione di caldo afoso, ossia con alta umidità relativa (quella indicata in percentuale) le temperature non sono mai troppo alte, seppur con indici di calore elevati (heat index).
Situazione diversa sull’entroterra della Sicilia dove lo Scirocco tende a scaldarsi a causa della mancanza dell’effetto mitigatore dal mare, divenendo più secco apportando condizioni di caldo torrido, ossia con bassa umidità relativa.

Sempre in estate, quando lo Scirocco risale lungo i rilievi settentrionali della Sicilia, per compressione adiabatica tende rapidamente a scaldarsi e a perdere umidità. Siamo di fronte al cosiddetto “effetto favonico” che si manifesta nelle piane e nelle coste del nord della Sicilia, sotto forma di venti particolarmente caldi e secchi.
In estate soprattutto tale vento, definito anche “di caduta”, può apportare temperature prossime o superiori ai +40 °C

Lo Scirocco tuttavia è un vento che si presenta maggiormente in autunno e in primavera, soprattutto nei mesi di novembre e marzo, quando si possono avere maggiori episodi di maltempo, raramente in inverno.
In autunno può essere la causa di importanti tempeste di vento soprattutto in mare aperto, e  di mareggiate sulle coste ioniche e meridionali.

In queste occasioni lo Scirocco è normalmente piovoso, e sono proprio i versanti meridionali e orientali della Sicilia a ricevere il maggior apporto precipitativo.
Il versante tirrenico della Sicilia invece rimane spesso meno esposto alle piogge, a causa dell’orografica, ma  può essere comunque interessato da vento molto forte che discende dai monti, con raffiche che possono superare i 100 Km/h, con disagi spesso per i voli con sospensioni o dirottamenti dall’Aeroporto di Palermo verso altri aeroporti.

Lo Scirocco può interessare non solo la Sicilia e tutto il sud Italia, ma anche il centro e il nord, come l’Alto Adriatico, causando a volte il fenomeno dell’acqua alta a Venezia e in tutte le zone della laguna veneta, spingendo l’acqua marina all’interno della laguna, innalzandone il livello e provocando allagamenti.

In questo frangente tale vento può originarsi dal Mediterraneo centrale, pertanto si presenta già particolarmente umido con assenza di pulviscolo sahariano non provenendo direttamente dal deserto.

Qualora abbia origine dalla Libia, essendo un vento di terra e proveniente dal deserto, si presenta molto caldo e molto secco, portando con se anche notevoli quantità di pulviscolo sahariano.

Lo Scirocco che proviene dal Sahara, trasporta la sabbia sollevata, e arrivando in Sicilia e in diverse regioni italiane, sporca i cieli rendendoli lattiginosi, causando anche una significativa riduzione di visibilità, soprattutto in presenza di alti tassi di umidità causando foschia.
In particolare in Sicilia e nelle altre regioni meridionali, occasionalmente si possono avere “nubi di sabbia”, granelli di sabbia ad alta concentrazione, riducendo di parecchio la visibilità che può scendere a poche decine di metri.

In caso di maltempo si può verificare anche la pioggia di sabbia, le nuvole assumono un colore giallo-arancione, tipico della sabbia del deserto, e la pioggia trascina con se la sabbia sospesa nell’aria che si deposita sulle superfici come terrazze e automobili.

 

Articolo di: Davide Morreale

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