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Nuova bocca effusiva sull’Etna: l’eruzione prosegue dal Cratere di Sud-Est a quota 3200 metri, quali prospettive?
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Nuova bocca effusiva sull’Etna: l’eruzione prosegue dal Cratere di Sud-Est a quota 3200 metri, quali prospettive?

L’Etna continua ancora a dare spettacolo. Dopo i segnali precursori avvenuti già tra il 14 e il 18 agosto in cui l’ampiezza del tremore vulcanico si è attestato su livelli medio-alti, con sorgente localizzata in prossimità del cratere di sud-est ad una profondità compresa tra 2900 e 3000 mt, si è aperta una nuova bocca vulcanica dalla quale trabocca una colata moderatamente sostenuta che al momento si è ingrottata.
Ciò vuol dire che la colata si raffredderà meno, aumenterà la velocità e potrà raggiungere prima le quote più basse, quelle più facilmente accessibili a turisti e curiosi.

Salvo Cocina capo Dipartimento di Protezione Civile della Sicilia: “In tali casi occorrerà regolare gli accessi istituendo i cosiddetti “cancelli” idoneamente presidiati, come da procedure, da polizia locale e dalle FF.OO. e predisporre servizi di soccorso.
Chiaramente non si può impedire la fruizione di queste meravigliose manifestazioni del nostro vulcano, che lo rendono unico al mondo, e attraggono rilevanti flussi turistici che sollevano la nostra economia.
Il problema è sempre lo stesso: coniugare le esigenze della fruizione della nostra bellissima montagna con quelle della sicurezza e della salvaguardia della vita umana.
Noi come protezione civile, grazie soprattutto al monitoraggio di INGV, messo su un sistema di allerta che può avvisare dei prossimi eventi pericolosi e abbiamo rivisto le procedure di allerta ma non abbiamo potere di regolare la libera circolazione e neppure siamo competenti nel governo del territorio e nella fruizione ordinaria del Parco; poniamo però il problema a garantiamo ogni supporto tecnico per la soluzione .
Confido che i soggetti competenti, per legge,sappiano analizzare, proporre e disporre quanto necessario per trovare un giusto equilibrio e consentire una corretta fruizione del nostro vulcano” – Sono queste le parole di Salvo Cocina capo Dipartimento di Protezione Civile della Sicilia.”

Intanto l’attività infrasonica rimane comunque su valori elevati. Le ultime rilevazioni effettuate dai tecnici dell’Istituto di Geofisica e vulcanologia presenti sulla sommità craterica che seguono il fenomeno, confermano che la bocca effusiva a quota 3200 metri presente sul fianco sud-est rimane attiva con una moderata attività di spattering alimentata da una colata lavica diretta a sud-ovest.
Il fronte più avanzato ha raggiunto i 3030 mt di quota.

L’attività effusiva prosegue anche sulle altre due bocche rispettivamente a quota 3100 e 2980 mt, mentre il cratere di sud-est è ancora caratterizzato da una moderata attività stromboliana con lanci di materiale piroclastico. Il fronte lavico più avanzato al momento si trova a 2279 mt appena a 2 km dalla pista altomontana poco sopra la Grotta degli Archi.

È probabile che questo fenomeno perduri ancora per diversi giorni poiché i dati a nostra disposizione evidenziano un sistema in ricarica con modesto aumento della pressione all’interno del serbatoio magmatico legato ad “iniezione” di magma fresco.
Ricordiamo che il livello di allerta dichiarato è GIALLO e per quanto “Mamma Etna” sia imponente e maestosa è pur sempre un vulcano in continua evoluzione ed imprevedibile.
E’ opportuno avere profondo rispetto, cultura e attenzione e conoscere bene i rischi senza mai osare.

Credit foto: Fabrizio Zuccarello • Guida Vulcanologica EtNative

Articolo di: Alfredo Geraci – Geologo
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